L’asino, un animale tutt’altro che “somaro”

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Asino, Mulo, Animali, Culo, Equino

L’asino da sempre accompagna la storia dell’uomo, come animale serio e fidato, benché testardo, utilizzato per trasportare l’uomo e le merci.

di Pamela Stracci ©

Affidarsi ad un asino per ritornare a casa in mezzo ad una folta nebbia, è molto più sicuro che affidarsi a un nobile destriero, perché questo animale ha un infallibile senso dell’orientamento e tanta memoria. Un rapporto così stretto con l’uomo, ha visto l’asino entrare di buon grado in miti e leggende più o meno note ma anche come animale da venerare.

Gli Hyksos, una popolazione nomade dell’antichità che invase l’Egitto nel II millennio a.C., identificavano questo animale come simbolo della divinità tanto da porre due orecchie d’asino in cima agli scettri come insegna degli dei. Nelle popolazioni dell’Oriente antico, l’asina bianca era la cavalcatura reale così come nella Cina antica era l’animale prediletto agli dei. In Israele, il saggio e forte asino, era la cavalcatura dei profeti. Per i cristiani, se da un lato era considerato un animale rozzo e ottuso collegato al maligno, dall’altro era simbolo di integrità morale, di austerità, di umiltà e di pazienza, tutte virtù cristiche cariche di un profondo significato sacrificale. Gli egiziani vedevano invece questo quadrupede come animale negativo, una idea trasmessa poi alla cultura greca e romana, sopravvissuta ai giorni nostri.

E così troviamo le peripezie di Lucio trasformato in asino per un sortilegio e raccontato da Apuleio ne “L’asino d’oro” fino ad arrivare all’asinello che nel racconto di Pinocchio di Collodi, è quell’animale poco intelligente e ancor meno studioso, il “somarello”, in cui si sono trasformati i bambini alla fine dei bagordi nel Paese dei Balocchi.

Oggi l’asino sta ritornando in auge sia come specie da tutelare che come valido animale da pet therapy, la onoterapia.