Alcuni esemplari sono stati catturati dai Carabinieri e dal Nogra.
Una tartaruga aliena, poi anche un’altra e un’altra ancora. Hanno invaso la Palude di Torre Flavia, sito protetto che attraversa i comuni di Ladispoli e Cerveteri. Non si tratta di semplici testuggini ma delle tartarughe cosiddette “azzannatrici” (chiamate “Chelydra serpentina”), animali esotici che solitamente vivono nel Nord America. Ma come ci sono finiti nello stagno di Ladispoli?
Probabile che qualche tempo fa ne sia stata liberata una da qualcuno e poi si sia riprodotta. Non hanno predatori naturali e quindi entrano facilmente in competizione con le altre tartarughe, autoctone, presenti nei canali.
La raccomandazione è sempre quella di non avvicinarsi perché è un predatore con una sorprendente velocità che è in grado, con il proprio morso, di recidere anche la falange di un dito. Un pericolo soprattutto per i bambini.

«Le abbiamo trovate all’interno dei nostri sentieri – conferma Corrado Battisti, responsabile del sito per conto di Città Metropolitana – e sono state recuperare da volontari e dalle guardie Nogra, poi conferite al centro Cites per animali esotici e pericolosi dai Carabinieri del Comando di Civitavecchia. Tutti coloro che trovano sui sentieri dell’area protetta tartarughe non devono avvicinarle. Questa specie è mordace e può infliggere ferite profonde. Nei prossimi giorni partiremo con un progetto di rimozione di questi animali alloctoni dalla Palude».
Un fenomeno già arginato in passato quando arrivarono esperti e studiosi in Biodiversità e Gestione degli ecosistemi all’università di Roma 3 per collocare basking trap, o meglio chiamate zattere solari.

































































