Ladispoli, siringhe usate a due passi dalle altalene del parco giochi

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E’ allarme degrado al quartiere Messico. La rabbia dei residenti: «Inutile pulire continuamente, servono controlli notturni prima che un bambino si faccia male».

 

Scatta l’emergenza sicurezza, aggravata dal degrado sanitario nel cuore del quartiere Messico. In piazza De Michelis, a pochissimi passi dall’area giochi per bambini, gli abitanti hanno effettuato un ennesimo e inquietante ritrovamento: diverse siringhe usate, con ancora evidenti tracce di materiale ematico, e un cucchiaio bruciato. Un vero e proprio kit, probabilmente, per l’assunzione di stupefacenti abbandonato a ridosso di un muretto di cemento, a poca distanza da altalene, scivoli e zone di corsa dei più piccoli.

L’episodio si è consumato nel corso di un normale pomeriggio di svago. La scoperta è stata fatta dagli stessi genitori mentre accompagnavano i propri figli per qualche ora all’aria aperta. Quella che doveva essere una parentesi ricreativa si è trasformata nell’ennesima chiamata d’urgenza rivolta alle istituzioni locali. La struttura del muretto, favorita evidentemente dall’assenza di controlli serali, viene regolarmente utilizzata durante le ore buie come bivacco provvisorio per il consumo di sostanze proibite, lasciando poi sul terreno rifiuti biologici ad alto rischio infettivo ed epidemiologico.

L’accaduto ha scatenato una dura presa di posizione da parte dell’intero vicinato, esasperato da un fenomeno che non appare più come un fatto isolato, bensì come una consuetudine consolidata. Oltre all’evidente danno al decoro urbano, a preoccupare è l’incolumità fisica dei minorenni. La naturale curiosità dei bimbi, unita all’uso di calzature leggere o ciabatte considerato il gran caldo, rende concreto il pericolo di punture e di conseguenti infezioni da aghi infetti.

Immediata la catena di segnalazioni: le famiglie hanno allertato sia le forze dell’ordine che gli uffici comunali preposti al servizio di igiene urbana. Tuttavia, il sentimento dominante tra i residenti è lo sconforto per una dinamica che sembra ripetersi senza soluzione di continuità. «La situazione si ripresenta di continuo e di continuo l’area viene pulita – denuncia un cittadino sui canali ufficiali del quartiere – Ma cosa si sta aspettando? Che un bambino si trafigga con un’iniezione usata? Nessuno può passare il proprio tempo libero a rastrellare i prati alla ricerca di aghi prima di far giocare i propri figli».

La richiesta avanzata dalle famiglie del rione ladispolano punta ormai a superare la logica dell’intervento d’emergenza per approdare a misure strutturali. I cittadini sollecitano una presenza costante e mirata delle pattuglie durante la fascia oraria notturna, quando l’area verde si trasforma in una zona franca, affiancata dall’installazione di un impianto di videosorveglianza e dal potenziamento dell’illuminazione pubblica. Senza un presidio efficace del territorio, il timore è che le bonifiche periodiche rimangano sole ed inefficaci risposte tampone a una criticità irrisolta.