A Ladispoli che sia Movida e non Corrida

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A Ladispoli impazza l’estate, impera la voglia di relax ed allegria. Uno scenario molto bello, colorato dall’arrivo di decine di migliaia di vacanzieri che però viene guardato con ansia dai residenti. E non perché i villeggianti siano sgradite presenze, bensì per il concatenarsi di situazioni che sovente trasformano le notti di luglio ed agosto in un incubo per chi la mattina dopo deve andare a lavorare ed avrebbe il diritto di dormire. La storia è tristemente nota, la movida estiva non è solo l’immagine del divertimento, a Ladispoli da anni è sinonimo di anarchia, mancato rispetto delle regole, musica a tutto volume e schiamazzi incontrollati. Sia chiaro, le regole ci sono, esistono divieti precisi ad esempio per la vendita di alcool da asporto dopo una certa ora e la normativa impone di abbassare i decibel per non rompere i timpani alla gente che riposa. La realtà però racconta di locali che se ne infischiano di tenere la musica bassa dopo la mezzanotte, di esercenti che vendono bottiglie di birra fino a notte fonda, di bande di giovani teste calde che fanno chiasso, insultano chi legittimamente vorrebbe dormire, spesso danno vita a risse furiose. E’ sufficiente parlare con i residenti del quartiere Messico ed in particolare di via Trapani, per sapere come le notti estive siano sinonimo di caos incontrollato. Un male da curare in modo radicale, sia pure nella consapevolezza che le forze dell’ordine hanno gli organici ridotti, che gli straordinari sovente non sono pagati, che servirebbe maggiore collaborazione anche da parte dei cittadini. Addirittura, un paio di anni fa i commercianti di piazza Rossellini e piazza della Vittoria si erano organizzati con la vigilanza privata per evitare che ogni notte scoppiassero zuffe tra bande di ragazzini ubriachi. Una mediazione deve essere ovviamente trovata, Ladispoli ha una vocazione turistica da valorizzare, nella tutela però dei residenti che non debbono vedere l’estate come l’inferno. Ad esempio, utilizzando le tante telecamere di sicurezza installate in città, sarebbe facile per le forze dell’ordine individuare i locali che non rispettano la normativa e che fanno l’alba con la musica a tutto volume. Oppure, si potrebbe chiedere l’invio di ispettori dell’Agenzia regionale per l’ambiente per monitorare la situazione dell’inquinamento acustico nelle ore serali, disservizio che ricordiamo provoca anche seri problemi alla salute delle persone. Noi crediamo che questo problema possa essere in cima alla lista della priorità della nuova amministrazione comunale, del resto chi ha votato per il Centro destra lo ha fatto anche per sollecitare maggior rispetto delle regole in una città dove l’estate troppo spesso abbiamo assistito ad una jungla senza regole. Chi ha la sfortuna di abitare nella zona di viale Italia e della piazza centrale le notti estive è stato sovente costretto a chiudere la finestra nonostante il caldo o a mettersi i tappi di cera nelle orecchie per non essere assillato dalla musica a tutto volume che proveniva da alcuni locali fino a tardi. Le cronache da anni raccontano di telefonate a carabinieri per chiedere di far abbassare i decibel. L’Ortica, grazie anche alla segnalazione dei lettori, ha tracciato una mappa delle zone dove le notti estive è difficile riposare, scoprendo che le situazioni peggiori si sono sempre registrate in viale Italia, piazza Rossellini, piazza Domitilla, piazza dei Caduti, lungomare Regina Elena, via Taranto, via Flavia, via Rapallo, via Palo Laziale. Zone dove la pacifica convivenza tra diritto al divertimento e diritto al sonno sono sempre andati a collidere.

Si auspica quindi che la nuova amministrazione e le forze dell’ordine siano disposti ad

imporsi un rigore e un vigore nell’agire, come ad esempio applicare con determinatezza le

maniere forti della severità nella legalità, intensificando i controlli epredisponendo già da subito una nuova regolamentazione più severa e restrittiva che detta nuovi divieti e limiti in linea con la normativa vigente.  E che le attività commerciali che violino la legge sia chiuse come punizione esemplare. Serve un giro di vite, vogliamo la Movida e non la Corrida.

 

E un segnale forte e chiaro è arrivato da un amministratore comunale che di problemi della gente se ne intende molto.

“Il malumore degli abitanti di via Trapani e delle altre zone della città è sacrosanto – afferma il consigliere comunale Giovanni Ardita di Fratelli d’Italia – la gente ha diritto a dormire nelle ore notturne. E’ ora di riportare la sicurezza al primo posto nelle priorità dell’amministrazione comunale dopo la troppa disattenzione di chi ci ha preceduto.  Stiamo già pianificando una serie di interventi per collaborare in modo costruttivo con le forze dell’ordine. Abbiamo il massimo rispetto per i villeggianti che affollano le nostre spiagge, ma luglio ed agosto non debbono essere sinonimo di disagi per i cittadini di Ladispoli”.