Ladispoli riparte dal mare: il litorale deve tornare bene comune

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Il nostro mare, la nostra costa, il nostro futuro. 

Per troppo tempo il mare di Ladispoli è stato vissuto come se fosse un privilegio per pochi, quando invece è il bene comune più prezioso che abbiamo. È arrivato il momento di cambiare prospettiva: il litorale non può essere un susseguirsi di spazi sottratti alla collettività, ma deve tornare ad essere il cuore della città, un luogo libero, vivo e accessibile a tutti.
In molti Paesi del mondo che hanno costruito la propria storia e la propria identità sul mare, il litorale viene considerato innanzitutto un patrimonio collettivo. Le spiagge e gli spazi sul mare sono aperti ai cittadini, fruibili liberamente e vissuti ogni giorno dalla comunità. Questo non significa rinunciare alla presenza di attività private: punti ristoro, chioschi, ristoranti e servizi possono convivere con la libera accessibilità della costa, se organizzati attraverso regole trasparenti, qualità dei servizi e rispetto del bene pubblico.
Anche il litorale di Roma Capitale ha iniziato un percorso di cambiamento in questa direzione, con l’obiettivo di restituire maggiore equilibrio tra spazi pubblici e attività economiche, riportando al centro il diritto dei cittadini a vivere il mare.
Ladispoli deve avere il coraggio di intraprendere la stessa strada.
Noi immaginiamo una nuova idea di litorale: più spiagge libere e realmente fruibili dai cittadini, servizi di qualità, chioschi e punti ristoro assegnati attraverso gare pubbliche, trasparenti e aperte, capaci di premiare qualità, sostenibilità e innovazione. Un modello che metta fine a ogni rendita di posizione e restituisca valore al bene pubblico.
La direttiva Bolkestein non deve essere vissuta come una minaccia, ma come un’opportunità per scrivere una nuova pagina. È il momento di superare vecchie logiche e costruire un sistema che garantisca concorrenza, trasparenza e servizi migliori, senza mai perdere di vista il principio fondamentale: il mare appartiene ai cittadini.
Ma non basta parlare di concessioni. C’è un’altra emergenza che non possiamo più ignorare: il nostro litorale arretra ogni anno sotto i colpi dell’erosione costiera. Le spiagge si restringono, il patrimonio naturale si impoverisce e il rischio aumenta. Servono interventi strutturali, una programmazione seria e una manutenzione continua della costa. Non possiamo limitarci a rincorrere le emergenze: dobbiamo prevenire, proteggere e valorizzare.
Il mare non è soltanto economia. È identità, è socialità, è salute, è qualità della vita. Per questo servono spiagge pulite, accessi senza barriere, passeggiate curate, piste ciclabili, verde pubblico, servizi efficienti e spazi dove famiglie, giovani, anziani e turisti possano vivere il litorale ogni giorno dell’anno.
Ladispoli deve smettere di voltare le spalle al suo mare. Deve farne il motore della propria rinascita urbana, turistica ed economica.
Una città che vive il proprio mare è una città più aperta, più attrattiva e più forte.
Noi scegliamo una città che mette al centro i cittadini, non gli interessi particolari.
Scegliamo un litorale libero, curato e vissuto.
Scegliamo un mare che sia davvero di tutti.
Perché il mare di Ladispoli non si concede: si condivide.
Riprendiamoci il nostro mare. È tempo di restituirlo ai cittadini.
SINISTRA ITALIANA LADISPOLI
Circolo “Mahsa Amini”