Ladispoli: «Movida molesta? I cittadini insonorizzino le case»

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Bufera a Ladispoli sulla proposta della consigliera Asciutto. Il sindaco si schiera con i residenti. Il braccio di ferro inizia prima dell’estate.

Il diritto al riposo dei residenti contro quello di divertirsi con musica ad alto volume rivendicato dai giovani. Un braccio di ferro puntualmente destinato a ripresentarsi nelle località di mare, come del resto è Ladispoli. Solo che stavolta la bufera arriva prima del previsto.
Non solo per le serate folli nei giorni festivi (Pasquetta, 25 Aprile e nel lungo ponte del Primo Maggio) con tanto di risse, problemi di viabilità e fiumi d’alcol in alcuni locali del lungomare. Anche e soprattutto per la ricetta che avrebbe ideato Franca Asciutto, consigliera comunale di professione architetto, durante la massima assise cittadina.
Eccola qui: «Come fronteggiare la movida? Semplice, i cittadini potrebbero insonorizzare le proprie case». Un discorso proseguito tra l’incredulità dei presenti (anche dei colleghi di maggioranza a dire il vero). «È vero che il rumore è un problema serio – è quanto detto da Asciutto – ma la città è in continua crescita e ogni cittadino ha la possibilità di risolvere il problema. Ci sono degli strumenti come pannelli che assorbono i rumori».
Insomma, in soldoni (anche quelli veri visto che la spesa sarebbe di migliaia e migliaia di euro) le case si potrebbero attrezzare per migliorare e risolvere il problema con l’aiuto di pannelli fonoassorbenti e infissi speciali. Apriti cielo. Meme sui social, ladispolani infuriati, consiglieri di opposizioni inviperiti per la presa di posizione di Asciutto.
«Questa è una resa dell’amministrazione di fronte ai problemi del territorio e mette i cittadini all’ultimo posto e li considera un bancomat a cui chiedere ulteriori sacrifici. Per questo riteniamo che la consigliera debba assumersi fino in fondo la responsabilità politica di quanto dichiarato e rassegnare le dimissioni», partono in quarta Amelia Mollica Graziano e Ferdinando Cervo. «Si deve vivere, d’accordo, ma a rispetto della legge che l’amministrazione ha il dovere di far rispettare e tutelando quelle persone che soffrono e si ammalano a causa del rumore», evidenzia Gianfranco Marcucci. Si fa sentire anche il Pd.
Poi Franca Asciutto, prova a correggere il tiro ma paradossalmente ribadisce la sua posizione. «Le mie parole – sostiene – sono state completamente travisate e strumentalizzate per pura demagogia. Un’operazione costruita ad arte». Nello stesso comunicato invece rivendica quanto detto in aula. «Ho fatto riferimento, ad esempio, all’installazione di infissi ad alto isolamento acustico o di pannelli fonoassorbenti, soluzioni comunemente adottate in moltissimi contesti urbani. Cosa avrei detto di tanto strano e inopportuno? Oppure qualcuno pensa davvero che il Comune debba farsi carico della sostituzione degli infissi di ogni abitazione privata che ne faccia richiesta?».
Il sindaco, Alessandro Grando, non vuole entrare direttamente in collisione con Asciutto di Fratelli d’Italia, anche perché con Forza Italia la rottura è evidente e quindi non può permettersi di perdere ulteriori pezzi in maggioranza. Però lascia capire che forse quella dei pannelli è un’idea piuttosto strampalata. «Non è semplice trovare un equilibrio tra il sacrosanto diritto dei cittadini al riposo e quello degli operatori commerciali di organizzare serate musicali. Tra i due, però, prevale certamente il diritto dei residenti a vivere serenamente e senza eccessivi disagi. Continueremo ad agire con fermezza nei confronti di chi non rispetta le regole».
Le continue discussioni. C’è la politica, che discute, a volte solo a parole, senza riuscire a trovare soluzioni anche perché spetterebbe trovarle pure alle autorità proposte con interventi e controlli più frequenti. E poi ci sono i cittadini che hanno protestato in modo vibrante e l’estate, va detto, non è nemmeno iniziata. «E chi li paga sti infissi e pannelli contro i rumori?», è il commento di un ladispolano. «Se chiudi le finestre devi accendere i condizionatori e consumare energia in ore serali in cui manco il fotovoltaico ti salva. Ma non preoccupatevi, la bolletta la paga sempre il consigliere», ironizza un altro. E c’è ovviamente chi ricorda che «la libertà di un individuo finisce quando inizia quella di un altro».
Musica ad alto volume fino a notte, comportamenti incivili e viabilità in tilt, tra le criticità maggiori. Non si tratta di una novità. Lo scorso anno gli abitanti del centro urbano affidarono ad un legale la tutela della propria tranquillità. Oggi, a distanza di mesi, il copione sembra ripetersi, con tensioni che riemergono con chi gestisce le attività e non vuole rinunciare alla movida.
di Emanuele Rossi