Ladispoli kitesurfer: finisce dal giudice di pace!

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Kitesurfer ferito a Torre Flavia

“Per un incidente d’auto si va in tribunale, per un elicottero militare che ha quasi ucciso un uomo al giudice di pace”  A parlare è Giacomo Tranfo, legale dello sportivo che venne risucchiato dal turbine innescato dal bipala dell’esercito nella zona di Torre Flavia.

“E’ una storia assurda”. Si continua a parlare della storia del kitesurfer, Alessandro Ognibeme, risucchiato a Ladispoli da un elicottero militare e a rompere il silenzio è proprio il legale dell’uomo, Giacomo Tranfo. Fatto che, come anticipato nei giorni scorsi dall’Orticaweb, si discuterà presso il Giudice di pace di Civitavecchia il prossimo 17 marzo. Non saranno quindi i togati di un tribunale a stabilire se i 3 responsabili dell’incidente, due piloti dell’Esercito e un ammiraglio della Marina, dovranno essere condannati per lesioni colpose. Alle 14.55 del 3 ottobre 2018, sulla spiaggia di Torre Flavia, lo sportivo venne aspirato dal turbine provocato dal bipala del Chanook “pirata” che poi si allontanò senza prestare soccorsi o quantomeno allertarli. Fu un volo di circa 12 metri, l’artigiano odontotecnico appassionato di kite precipitò violentemente a terra.

Per la magistratura civitavecchiese che ha condotto l’inchiesta, in sostanza, non si può parlare però di omissione di soccorso poiché sull’elicottero coinvolto nell’incidente non era stata trovata né la scatola nera né la riproduzione verbale della radio. Un mistero. I legali del kitesurfer hanno molte perplessità. “Il lato paradossale di questa vicenda – evidenzia Giacomo Tranfo, avvocato di Alessandro Ognibene – è che a fronte di un fatto così grave, viste le limitate contestazioni mosse dalla procura di Civitavecchia ai piloti dell’elicottero, il processo dovrà essere celebrato davanti al giudice di pace. Oggi per le lesioni stradali si tiene un processo in tribunale; è decisamente assurdo che per un incidente aereo che ha rischiato di uccidere una persona, durante un’esercitazione militare, si andrà dinanzi un giudice non togato”. Parla anche Giuseppe Maccarone, l’altro legale. “Abbiamo avviato l’azione civile ma nessuno ci ha contattato”.

Diversi testimoni sfileranno di fronte al giudice tra cui due pescatori romani e una guardia giurata presente in quei momenti concitati.