Ladispoli, kitesurfer ferito da elicottero militare: il caso solo al Giudice di pace

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Kitesurfer ferito a Torre Flavia

Era stata una storia incredibile quella dello sportivo risucchiato da un Chinook ad ottobre del 2018, ed è altrettanto sorprendente che la vicenda finirà al giudice di pace e non di fronte ai togati di Civitavecchia.

 

Era stato sbalzato via da un elicottero militare e alla fine venne salvato da un elicottero del 118. Fu un incidente senza precedenti in Italia (e forse non solo) quello che coinvolse un kitesurfer romano che stava per entrare in acqua a Torre Flavia. Eppure questo caso si discuterà presso il Giudice di pace di Civitavecchia perché non saranno i togati di un tribunale a stabilire il prossimo marzo se i 3 responsabili dell’incidente, due piloti dell’Esercito e un ammiraglio della Marina, dovranno essere condannati per lesioni colpose. La notizia del kitesurfer ferito dall’elicottero il 3 ottobre del 2018 a Ladispoli fece il giro del mondo, anche il “Times” lo ripropose in una sua copertina e furono avviate due indagini, una dalla procura militare e l’altra da quella ordinaria. In quel periodo girò persino la voce che anche la Nato aveva acceso i riflettori sulla vicenda.

Kitesurfer ferito a Torre Flavia. Immagine: Il Messaggero.it

La ricostruzione. Le indagini sono state svolte dalla Capitaneria di porto di Ladispoli e Civitavecchia che hanno ricostruito per filo e per segno la dinamica di un dramma sfiorato. Alessandro Ognibene, a riva con la sua vela, sarebbe stato aspirato dai vortici dei due rotori del Chinook bipala e scaraventato a terra dopo un volo di parecchi metri. Questo elicottero della Boeing è tra i più potenti del mondo: può sollevare un carico di 12 tonnellate, è lungo quasi 16 metri e può ospitare fino a 55 soldati.

I piloti non erano tornati indietro dopo essere passati a bassissima quota, né i loro colleghi forse in contatto visivo impegnati nelle esercitazioni interforze che coinvolgeva più “armi” della Difesa italiana e una decina di velivoli tra cui anche qualcuno di Malta. Ognibene, 52 anni odontotecnico, era stato trasportato in gravissime condizioni in eliambulanza al Policlinico Gemelli e ricoverato in rianimazione con un forte trauma cranico, un’emorragia interna, costole fratturate, ematomi a torace e schiena.

Per la magistratura civitavecchiese che ha condotto l’inchiesta, in sostanza, non si è potuto parlare però di omissione di soccorso poiché sull’elicottero coinvolto nell’incidente non era stata trovata la scatola nera.