Storia di un recupero fortunato.
Immaginate uno degli hotel più esclusivi al mondo e i resti di una sontuosa villa romana, un luogo dove il lusso moderno e la storia si fondono letteralmente.
Stiamo parlando della Posta Vecchia, sulla costa di Palo Laziale nei pressi di Ladispoli, costruita nel 1640 dagli Orsini edivenuta nel Settecento un punto di sosta per nobili e papi.Fino alla prima metà del Novecento funzionò come stazione di posta e ristoro e cambio cavalli.Nel 1918 un incendio la distrusse e l’edificio rimase in stato di abbandono.

Il magnate americano Jean Paul Getty acquistò la villa nel 1960, restaurandola e arricchendola con opere d’arte, arazzi del XVII secolo e mobili d’epoca, trasformandola in una lussuosa residenza privata.Alla fine degli anni Ottanta divenne un hotel di fama internazionale.
Oggi al complesso si accede lungo un viale circondatoda essenze arboree maestose fino a raggiungere il giardino mediterraneo che in prossimità del mare avvolge l’hotel e rivela emergenze archeologiche, come un corridoio in opus spicatum, una grande cisterna e spazi di deposito e servizio.

Ma la vera magia non risiede solo nell’area verde, negli arredi tardo-rinascimentali e nelle sale della residenza, quanto in ciò che è apparso al livello delle fondamenta durante gli scavi e i restauri degli anni Sessanta e Settanta: una magnificavilla romana di epoca imperiale con mosaici pavimentali policromi di straordinaria bellezza ed interesse.
Mentre gli operai lavoravano per consolidare la struttura dell’edificio, il sottosuolo ha infatti restituito pareti affrescate, pavimenti in mosaico e marmi provenienti da ogni angolo del Mediterraneo. Invece di ricoprire tutto, Getty scelse di finanziare gli scavi in accordo con la Soprintendenza Archeologica per l’Etruria Meridionale, permettendo la nascita di quello che oggi è un vero e proprio museo privato ipogeo.
I volontari del Gatc (Gruppo Archeologico del Territorio Cerite) hanno realizzato l’intero allestimento didattico dell’antiquarium visitando il quale si rivive la storia dell’insediamento e della vicina colonia di Alsium.
La villa, ben documentata e descritta dall’archeologo Flavio Enei nel volume Ager Caeretanus edito nel 2001, risale indicativamente al II secolo a.C. con successivi interventi fino al IV-V secolo, è stata spesso associata alle figure di Pompeo Magno e di Lucio Vero; più probabilmente era la residenza estiva di una ricca famiglia senatoria o di un alto funzionario dell’Urbe.
Frammenti di granito rosso, marmo cipollino, africano e pavonazzetto testimoniano una ricchezza straordinaria, segni del proprio status che il proprietario voleva ostentare.
Gli scavi hanno restituito l’organizzazione classica della villa marittima, con ambienti destinati al riposo, aree di servizio e ampie terrazze che, duemila anni fa come oggi, offrivano una vista impareggiabile sul mare.


Modalità di accesso: visite guidate. Il sito non è un museo pubblico ad accesso libero. L’ingresso è consentito esclusivamente tramite visite programmate, grazie alla collaborazione esistente tra l’hotel e il GATC, che gestisce i calendari delle aperture e fornisce gli operatori didattici.
È indispensabile contattare l’associazione in anticipo. Le visite non sono giornaliere, ma seguono un calendario.Per verificare le date delle prossime aperture e prenotare:
GATC Segreteria:+39 0766 571727 (martedì, giovedì e sabato 10:00-12:00); Cellulare: +39 392 3025990; Email: gatc.segreteria@gmail.com; Sito web: www.gatc.it
Claudio Tanari (Gruppo Archeologico del Territorio Cerite)

































































