LADISPOLI, EMERGENZA UCRAINA: ANCORA 150 RIFUGIATI

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Il Comune continua ad offrire assistenza ai cittadini fuggiti dalla guerra e a settembre 50 bambini entreranno a scuola.

Ma che fine hanno fatto gli ucraini? Nessuno ne ha più parlato dalla primavera scorsa, ma il comune di Ladispoli continua ad operare sotto traccia per offrire assistenza ai rifugiati che in massa sono scappati dai territori di guerra approdando prima nella Capitale, per essere smistati proprio sul litorale nord. Soltanto a Ladispoli, appunto, ce ne sarebbero oltre 150. Il Comune ha iniziato a fronteggiare questa emergenza a marzo in sinergia con l’associazione “Aspettando un angelo” che ha messo a disposizione degli appartamenti per i cittadini ucraini, soprattutto donne e bambini. Palazzo Falcone continua a stanziare dei fondi portando anche la spesa a chi non può permettersela. Come spiegato da Miska Morelli, capo segreteria del sindaco Alessandro Grando, il Governo concede dei contributi per queste famiglie. Cittadini che però dovrebbero recarsi nei centri messi a disposizione dallo Stato ma sarebbero lontani poi da parenti e amici. Per questo il Comune poi ha deciso di accogliere qui in città queste persone che già hanno sofferto tanto. «Chiamano il numero della Protezione civile – spiega Morelli – e grazie alla generosità arriva loro la spesa, tra cui latte, yogurt, verdura e tanto altro ancora».

È ancora fresco nella memoria comunque il ricordo di quel 4 marzo, giorno in cui Nadia e Olga, con i loro bambini, furono tra le prime a raggiungere Ladispoli partendo da Leopoli, distante quasi 2mila chilometri. Un viaggio di oltre 78 ore per attraversare Polonia Repubblica Ceca, Austria e Slovenia. Si erano affidate al navigatore, non conoscevano il tragitto e hanno impiegato molto tempo perché avevano paura di essere fermate in macchina. A poco a poco si sono insediate altre famiglie, soprattutto donne con figli perché i rispettivi mariti sono rimasti in patria, affrontando la primavera e ormai calandosi nella stagione estiva cittadina. Molti bambini hanno frequentato già le scuole, altri invece si sono inseriti perfettamente nelle squadre di calcio, in particolare l’Academy Ladispoli e di basket non rinunciando alle loro passioni. Porte spalancate anche da parte della società etrusca dei Gs Runners.

Sul fronte scolastico si pensa già al futuro. I quattro circoli didattici di Ladispoli si preparano ad accogliere una cinquantina di alunni, 40 dei quali faranno il tempo pieno. La conferma arriva dall’assessore alla Pubblica istruzione. «La nostra città – parla Margherita Frappa – è da decenni interessata dal fenomeno di flussi migratori e le nostre scuole hanno tradizioni consolidate nell’ambito dell’accoglienza, che non è venuta meno verso i minori ucraini provenienti dai territori in guerra. Se la cultura della pace nasce nella scuola, nella scuola di Ladispoli si è sempre tradotta in azioni concrete». A settembre però potrebbero arrivare altri bambini ancora. «In linea con le note ministeriali – aggiunge Frappa – e i protocolli di accoglienza delle singole scuole, abbiamo accolto le alunne e gli alunni in arrivo dall’Ucraina assicurando loro il sostegno necessario per proseguire il percorso di studio. I nostri istituti scolastici stanno dimostrando che la scuola può essere casa e rifugio per chi fugge dalla guerra,  luogo di riscatto e crescita dove si costruisce il futuro. Non ci faremo trovare impreparati. Ringraziamo i dirigenti, i docenti, il personale e tutta la comunità scolastica che continuano a dimostrare, ancora una volta, solidarietà e generosità».