“Ladispoli è nel mio cuore, ma non mi è stata data fiducia”

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Il mister Bosco
dal nostro inviato a Follonica, Fabio Nori
Per questa estate solo vacanze, sole e mare.

Pietro Bosco, l’allenatore della ritorno in serie D del Ladispoli , si gode la Toscana sul golfo di Follonica, dove il mare limpido e chiaro è considerato tra i più belli del centro Italia.  Per lui è un mese atipico, lontano dal calcio e dalle fasi di mercato, quello che lo impegnavano nelle settimane topiche come queste.   Fisico scolpito come se gli anni non passassero mai. “Invece passano e come – racconta Bosco – mi sento giovane dentro, ho lo spirito di una persona che ha voglia di fare, di apprendere  e di crescere.  Mi sono preso un momento di pausa, con la mia famiglia abbiamo deciso di trascorrere una vacanza a Follonica immersi nella natura, cibo e bel mare. Avrò modo di pensare al mio futuro, anche se sinceramente non ho fretta di allenare”.

Il mister sulla spiaggia di Follonica

Nella Toscana, la patria degli allenatori italiani, Bosco ogni mattina legge Il Tirreno.

“Ci sono tantissimi allenatori cresciuti da queste parti, da  Sarri a Mazzarri, per passare a Spalletti e Semplici,  e tra i più bravi c’è Allegri – continua Bosco – appena una settimana  fa sono stato  a Coverciano per partecipare a un corso di aggiornamento sulla comunicazione. Ho conosciuto Massimiliano Alvini, anch’egli toscano di Fucecchio, attuale allenatore della Reggiana.  Gli ho promesso che lo andrò a trovare nel ritiro della sua squadra, ecco voglio iniziare ad intraprendere un lavoro basato sulla conoscenza, studiando e approfondendo nei metodi”.

Di Bosco si è parlato di un trasferimento in Cina.

“Si una questione tutt’ora aperta, ho avuto un incontro in Italia, sarei stato privilegiato se avessi il patentino di Uefa A –  racconta l’allenatore – ora attendo che mi venga data una risposta, ma mi sembra che l’incontro abbia sortito pareri positivi  dalla parte interessata”.  Il Ladispoli è il suo passato, per ora rimane la pagina più bella della sua carriera.

“Da ladispolano sono orgoglioso di aver allenato i colori che porto nel cuore. Sono rimasto amareggiato e dispiaciuto non meritavo di essere trattato cosi’. Ho lasciato una squadra fuori dalla zona retrocessione e una tifoseria che mi amava.  Adesso devo guardare in avanti e non mi voglio tuffare nelle prima avventura che capita”.