La pattinatrice vince le Olimpiadi. A Milano anche Daniele Di Stefano. Emozioni e sogni sulla pista del ghiaccio.
«L’emozione più bella essere mamma, atleta e con tuo figlio sugli spalti». Madre, campionessa olimpica con tanto di record nel giorno del suo compleanno. Francesca Lollobrigida si prende tutto e festeggia con il piccolo Tommaso avvolto dalla bandiera tricolore. Ladispoli fa festa con la regina dei pattini di velocità sul ghiaccio. Da tanti anni ormai l’atleta dell’Aeronautica Militare vive qui col marito Matteo Angeletti. E non è finita qui perché ci saranno altre prove per l’azzurra nei giochi a Cinque Cerchi di Milano-Cortina 2026. «È stata un’emozione grandissima – commenta il marito, Matteo – per come era andata la stagione non ce l’aspettavamo. A dire il vero le aspettative erano basse per via di un’infezione patita ad ottobre. Voleva ritirarsi. Nelle ultime gare era a 3 secondi dalle medaglie, ma quando Francesca era in pista, già dopo pochi giri, abbiamo capito che poteva farcela ed è stato un trionfo». Oltre alla 5.000 metri di giovedì 12 (aggiorneremo on line su Orticaweb), Lollobrigida proverà a vincere anche nei 1.500 e la mass start il 20 e 21 febbraio. Con Ladispoli, lei che è cresciuta a Frascati, è stato subito amore a priva vista. Nel 2022, dopo i trionfi in terra cinese alle Olimpiadi (un argento e un bronzo), il sindaco, Alessandro Grando, le ha dato le chiavi della città. Sempre disponibile con selfie e autografi. Per gli amanti del jogging mattiniero è facile incontrarla a Palo dove si allena affinando la preparazione che solitamente svolge in pista. Spesso invece ha affrontato, in sella alla bici, le salite sui monti ceriti, in particolar modo al Sasso. «È stata la sua ennesima impresa – commenta Fabrizio Ferri, ciclista ladispolano e amico della appena 35enne – Francesca è una campionessa assoluta e non solo per quello che fa in pista. A volte ci siamo allenati in bici insieme. Ha uno strappo incredibile. Il ciclismo, in alcune situazioni, può essere utile per un pattinatore di velocità, anzi è l’addestramento principale per esplosività e potenziamento». E a ricordare le sue imprese da bambina è il presidente dell’Associazione Nautica di Campo di Mare. «Il responsabile tecnico delle gare sui pattini a Roma – rievoca Celso Valerio Caferri – era Maurizio Lollobrigida il papà di Francesca. La prima partenza riguardava i piccoli fino a otto anni sui pattini e vinse proprio lei che non aveva neanche sei anni ed era carinissima e spigliata. La testimonianza è di Luciano Duchi, fondatore della Roma-Ostia, memoria vivente dell’atletica e che ha scritto 4 libri denominati “Enciclopedia Ducani”».
Ladispoli raddoppia. Non c’è solo la Lollo ma un altro ladispolano che ha festeggiato ieri il 27° compleanno. È Daniele Di Stefano. «Sto provando delle sensazioni uniche in questi giorni, è un’emozione grandissima», sono le sue parole alla vigilia del debutto. Prima la mille metri di pattinaggio di velocità su ghiaccio. Poi la 1.500 e la mass start. «Mi sto allenando tutti i giorni con intensità – prosegue Di Stefano – e ho iniziato a realizzare dove mi trovo. Ho incontrato Mattarella, è stato un onore. Il saluto del presidente è una di quelle cose che mi resterà dentro a vita». Inevitabilmente il discorso finisce su Lollobrigida capace, a 35 anni e nel giorno del suo compleanno, di vincere da mamma, con il suo Tommaso di due anni e mezzo a fare il tifo sugli spalti. «È stato bellissimo – afferma il campione azzurro delle Fiamme Oro – ci conosciamo da tantissimi anni, ero un bambino. Come lei, anche io festeggerò i miei 27 anni nel Villaggio Olimpico il 12 febbraio. Ho fatto tanti sacrifici per essere qui e guardando indietro mi vengono in mente tutti gli allenamenti fuori da casa, facendo il pendolare con il Trentino dove mi ci sono trasferito alla fine quasi tutto l’inverno. In questa disciplina sei solo, ci sei solo tu e il tempo. A volte è anche un fattore psicologico e in una Olimpiade ogni aspetto si amplifica». Daniele Di Stefano ha iniziato da piccolo crescendo con i pattini a rotelle in forza alla Debby Roller Team Ladispoli, società che continua a sfornare talenti. «Ho ottenuto con loro i primi risultati, con il tecnico Andrea Farris – conclude l’azzurro – poi a 19-20 anni ho deciso che era il momento di cambiare provando con il ghiaccio. È andata bene e adesso eccomi qui».




































































