Rimossa la nave di legno in piazza dei Caduti

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A rischio crollo. Tra polemiche e nostalgia, il lungomare intanto si rifarà il look con un milione di euro ma è emergenza rifiuti in spiaggia.

Ladispoli saluta la “Nave di legno”, opera architettonica nata nel 2000 sul lungomare. Palazzo Falcone ha deciso di smantellarla e in poche ora tra piazza dei Caduti e via Regina Elena si è creato il vuoto. Ritrovo per i giovani, sollievo per le famiglie nelle giornate più soleggiate, specialmente in estate, la barca ha fatto comunque parte della storia della città.
Inevitabilmente la comunità si divide tra chi vorrebbe nuovamente un’altra barca raffigurante la storia dei pescatori ladispolani e chi invece preferirebbe approfittare da questa situazione magari pensando a più parcheggi in un centro urbano sempre più intasato e senza posti auto.
Intanto l’amministrazione comunale ha motivato questa scelta. «Ci dispiace – dichiara Marco Pierini, assessore ai Lavori pubblici – volevamo inizialmente procedere con la messa in sicurezza della struttura che presentava evidenti criticità. E questo era il nostro obiettivo primario tant’è che avevamo affidato ad una ditta i lavori necessari. Gli operai però si sono resi conto che i pali di sostegno erano marci e le travi ormai non potevano essere sostituite. Insomma, una relazione tecnica di ingegneri ed esperti ha stabilito totalmente instabile la Nave e pericolosa perché a rischio crollo. A quel punto la decisione è stata presa».
Sorgerà una nuova barca? Il futuro è incerto. «Non credo – aggiunge Pierini – vedremo cosa fare in quel punto ricordando che nei prossimi mesi inizieranno i cantieri per il completo restyling del lungomare con un milione di euro. In più è stato presentato un progetto da 380mila euro per la riqualificazione di piazza dei Caduti, perciò valuteremo attentamente come procedere».
La riqualificazione, disegno alla mano, prevede pure impianti di irrigazione, piantumazioni, la manutenzione straordinaria delle aree archeologiche con l’utilizzo di pannelli descrittivi e un sistema di illuminazione più efficace rispetto a quello attuale, oltre a servizi innovativi: totem digitali, panchine panoramiche dotate di prese Usb e connessione Wi-fi.
Favorevoli e contrari. L’opposizione contesta. «In quasi nove anni dell’attuale amministrazione – accusa Crescenzo Paliotta, ex sindaco di Ladispoli e attuale consigliere comunale Pd – non c’è stato un solo intervento di manutenzione o miglioramento del lungomare o del ponte “Bianco” tra via Regina Elena e via Marina di Palo: risulta in pessimo stato. E, aggiungo, nessuna manutenzione per la struttura in legno che ricordava la struttura di una barca. Era stata posizionata nel 2000 nell’ambito del primo vero lungomare della città».
Si sono svolti incontri di associazioni, i ragazzi li hanno usati per lo skateboard o per giocare a pallone intere giornate, i turisti per sedersi prendendo un po’ d’ombra nella stagione estiva o durante la Sagra del Carciofo alle spalle di “Piazza dei Sapori”.
«Abbatterla perché deteriorata e mai sottoposta ad interventi di conservazione – prosegue Paliotta – è stato un errore e uno spreco di risorse pubbliche. Era tra l’altro uno dei punti d’ombra e di sosta nel percorso: per questo va ricreata subito una struttura simile che ricordi le barche dei primi pescatori di Ladispoli».
«Bisogna guardare al futuro – dice Paolo Carnevalini, titolare dello stabilimento balneare Columbia – e intercettare le esigenze. Servono parcheggi, anche quelli per veicoli elettrici. Specie durante la stagione estiva non se ne trovano».
Scettiche le associazioni. «Prendendo per buona la relazione tecnica – parla Giuseppe Fiorini, referente di Ladispoli Sostenibile – emerge l’assenza di manutenzione dell’opera in questi anni. Allo stato attuale la città è stata privata di una zona d’ombra importante. Non siamo favorevoli a sostituirla con nuovi parcheggi anche perché non ne verranno tantissimi. Se non una nuova Barca, chiediamo almeno un’altra struttura che possa offrire riparo dal sole sul lungomare e sia punto di incontro per i cittadini, proprio come quella che è stata demolita dal giorno alla notte. È stata a nostro avviso una mancanza di trasparenza».
Il degrado. A proposito di lungomare, da settimane si trova di tutto sulle spiagge per via delle mareggiate. Le correnti hanno trascinato sulla battigia tronchi, canne, rifiuti e pure carcasse di animali tra cui pecore, topi e cani.