L’accudimento inverso

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Dottoressa Anna Maria Rita Masin
Psicologa – Psicoterapeuta

Il ciclo vitale della famiglia racconta lo sviluppo e l’evoluzione della vita degli elementi che formano la famiglia: i due ragazzi si conoscono e si innamorano, si sposano o convivono, nascono i figli e poi, col tempo, i genitori invecchiano fino a che i figli, ormai diventati adulti, li accudiscono, se ne occupano e prendono decisioni al posto loro per migliorare gli ultimi anni della loro vita: ne diventano i “genitori”. Appena nato, il figlio necessita di un accudimento totale che gli garantisce la sopravvivenza fisica attraverso un adeguato nutrimento, igiene e cure mediche nonché quel contatto fisico ed emotivo attraverso cui il neonato completa il suo sviluppo, l’immagine di sé e delle sue figure di riferimento. Alcuni vecchi studi hanno evidenziato che un neonato accudito in assenza di un adeguato apporto emotivo e di contatto fisico può rischiare di lasciarsi andare all’inedia e anche alla morte. Non diventa più reattivo alle sole cure fisiche. La piramide dei bisogni di Maslow, evidenzia che la persona necessita della soddisfazione dei bisogni fisici e del senso di sicurezza, di appartenenza, di stima e di autorealizzazione. Ciò vuol dire che se mancano i primi l’apice della piramide pone le sue basi su fondamenta molto fragili. Gli strati della piramide devono essere considerati come delle onde del mare che si avvicendano nella vita della persona perché ad ogni età tutti questi bisogni necessitano di un soddisfacimento congruo. Spesso arrivano nello studio dello psicoterapeuta, adulti ben affermati nel lavoro, che hanno formato una bella famiglia ma provano un senso di vuoto e solitudine che non ben identificato. Talvolta queste persone riferiscono di essere sempre indecise e poco sicure nelle scelte. Altre volte raccontano di essere crollati davanti a una difficoltà “banale”. Altre ancora riferiscono di essere genitori troppo ansiosi. Spesso queste persone hanno una storia di accudimento e soddisfacimento dei propri bisogni lacunosa e poco costante. Facciamo un esempio: una giovane adulta afferma di non riuscire a prendere nessuna decisione, anche quella più banale, e di reagire alle scelte o evitando o provando un’ansia paralizzante. Con la storia di vita si evidenzia che durante l’infanzia la madre era spesso ammalata e che lei non riusciva a spiegarsi le motivazioni. “Cercavo di fare di tutto perché mamma stesse bene ma senza risultati”. Il bambino all’età della scuola d’obbligo ha molta necessità di essere accudito per strutturarsi. Qualora venga meno l’accudimento da parte del genitore di riferimento, il bambino cerca di far andare tutto bene oppure di essere sempre “brava/o”; altre volte il bambino viene “accudito” (nel senso che attira l’attenzione del genitore) solo quando fa marachelle. In pratica, un bambino necessita di imparare gli stili di accudimento per accudire, a sua volta, in modo adeguato e per richiedere le giuste modalità di accudimento da adulto. Non può accudire senza averne le basi e ciò si impara e si immagazzina nella memoria inconscia nei primi anni di vita. Se viene a mancare questo delicato passaggio si possono instaurare, per esempio, una rigida ma falsa autostima, un marcato narcisismo, la ricerca di un partner che colmi quella mancanza ma che, contemporaneamente, la deluda, bassa autostima e tono dell’umore molto altalenante oppure un eccesso di accudimento misto ad ansia verso i propri figli. Questi sono tutti meccanismi inconsci.