La vera storia del complotto degli urticanti & company contro il Jova Tour

0
227

Con questo articolo per noi de L’Ortica finisce qui la lunga diatriba sul Jova Tour a Campo di Mare. Evento ormai passato già alla storia per la nota bravura di Jovanotti e gli spiacevoli fatti accaduti soprattutto prima del concerto sul lungomare dei Navigatori. Notiamo con interesse che anche autorevoli giornali nazionali come Il Messaggero stanno continuando a raccontare la verità vera dei fatti sui disagi subiti dai pendolari del litorale.

L’articolo de Il Messaggero del 18 luglio 2019

Evidentemente non eravamo solo noi i brutti, sporchi e cattivi in questa vicenda. Per fortuna, accanto ad alcuni mass media palesemente genuflessi per motivi che prima o poi vi racconteremo, ci sono anche giornalisti seri che non salgono sul carro del sedicente vincitore ed osservano i fatti nella loro verità. E così, per mettere il coperchio alle troppe scemenze che abbiamo letto in queste 48 ore sul web da parte dei cosiddetti leoni della tastiera, che il compianto Umberto Eco definiva in altro modo, vi sveliamo la storia del grande complotto ordito contro il Jova Tour. Una manovra occulta, oscura, che qualcuno ha definito urticante e tesa esclusivamente a boicottare il concerto a Campo di Mare. Lo stesso qualcuno che, tra una lacrima e l’altra di commozione, non ha però spiegato le ragioni di questo presunto boicottaggio. A proposito di lacrime, forse a piangere a dirotto sono stati i pendolari che si sono visti portare via la macchina dal carro attrezzi alla stazione di Marina di Cerveteri, con tanto di salate multe, o che sono rimasti per ore in fila sotto il sole. Ma c’è qualche leone della tastiera che ha scritto che un sacrificio si può anche fare per un evento di tale portata. Peccato che questo pensiero lo propali chi stava comodamente seduto a casa o sotto il palco del Jova Tour mentre sulla via Aurelia e sull’autostrada si scatenava l’inferno. Ma torniamo alla teoria complottista tanto cara a piazza Risorgimento.

Ebbene sì, abbiamo scoperto che è stata tessuta una trama fitta contro l’arrivo di Jovanotti a Campo di Mare, sul banco degli imputati in primis L’Ortica. E sapete perchè? Perchè lo spettacolo si faceva sul territorio di Cerveteri e non di Ladispoli come annunciato lo scorso autunno. Per rafforzare questa tesi, glissiamo sul fatto che proprio L’Ortica aveva sollevato fortissimi dubbi sulla scelta della zona della palude di Torre Flavia a Ladispoli a causa dell’impatto che avrebbe avuto sulla flora e la fauna della macchia umida. Ma si sa, il complotto è complotto e dunque chi deve urlare alle trame urticanti sovente ha la memoria corta. E poi L’Ortica, al contrario di mass media amici degli amici, o dei parenti, è brutta, sporca e cattiva.

Ma ci sono altri imputati che mettiamo alla sbarra per aver complottato contro il Jova Tour.

L’articolo de Il Messaggero del 17 luglio 2019

Come i colleghi de Il Messaggero che, invece di svolgere correttamente il loro lavoro di cronisti come hanno fatto, dovevano salire sul palco, pardon sul carro, e consumare fiumi di inchiostro per narrare di evento memorabile e di tutto va bene madama la marchesa. E invece cosa ti combinano questi complottisti ammessi alla mensa di lungomare dei Navigatori? Ti scrivono di multe, di disagi, di prezzi alle stelle per un panino e una bibita nel giorno del santo evento. Addirittura, ma che spudorati, tornano sull’argomento anche due giorni dopo, dando voce alle sacrosante lamentele del popolo dei pendolari. Anche Il Messaggero nella lista nera dei brutti, sporchi e cattivi.

Ma il complotto si estende fino alla città eterna. E così abbiamo scoperto che anche il Codacons, associazione che da decenni tutela i consumatori, stava tramando contro il Jova Tour ed il comune di Cerveteri. Sul banco degli imputati il presidente Gianluca Di Ascenzo che si è permesso di chiedere agli organizzatori “di risarcire chi è rimasto danneggiato dall’evento, visto che migliaia di cittadini sono rimasti imprigionati in auto a causa dei 16 km di coda registrati sulla A12 e sulla statale Aurelia”. Ma non è tutto. Lo sfrontato Codacons ha avuto anche l’ardire di mettere in evidenza come “Il concerto, che aveva a tema proprio l’ambiente, ha finito così per aumentare l’inquinamento atmosferico, paralizzando la viabilità sul litorale”. Davvero una teoria complottista degna dei migliori romanzi di spionaggio. Anche il Codacons nella black list dei brutti, sporchi e cattivi.

Ma non è finita. Come non inserire tra le quinte colonne anche i colleghi del quotidiano La Provincia che hanno messo in risalto come fosse fuori luogo l’attacco di piazza Risorgimento alla stampa non fedele alla linea pascucciana? Come non colpevolizzarli per aver scritto a chiare note quanto fosse singolare spacciare come epocali i lavori sul lungomare di Campo di Mare, pagati dal Jova Tour, essendo in realtà un regalo a privati che per decenni se ne sono infischiati di adempiere ai propri doveri e hanno lasciato la fascia costiera della frazione nel degrado per troppo tempo? E, davvero complottisti, hanno anche scritto quanto fosse bizzarro che un evento come il Jova Tour, ambientalista e salutista, andato in scena nella città di un sindaco notoriamente ecologista, fosse il terreno di sperimentazione della tecnologia 5G che in molti ritengono potenzialmente pericolosa per la salute. Anche i colleghi de La Provincia veramente brutti, sporchi e cattivi.

Poi ci sono i complici e fiancheggiatori esterni che stiamo rastrellando sui social. E sono tanti anche sul web i complottisti del popolo. Che, felici per aver assistito ad un grande evento, però poi raccontano di essere stati abbandonati nei parcheggi di Campo di Mare nel dopo show, di aver pagato un panino ed una bottiglietta d’acqua dieci euro, di non aver potuto lasciare l’auto sotto casa dovendo sborsare 10 euro per la sosta. Davvero tanti, ma saranno individuati anche loro ed etichettati come brutti, sporchi e cattivi.

Che aggiungere? Abbiamo smascherato il complotto, ecco a voi sulla gogna coloro che hanno tramato per settimane contro il sacro evento.

Sono colpevoli di essersi preoccupati per la tenuta della palude di Torre Flavia.

Sono colpevoli per aver dato voce alle migliaia di persone che hanno patito disagi andati oltre le previsioni.

Sono colpevoli per non essersi allineati al pensiero unico, avendo la sfrontatezza di mettersi a fare i giornalisti seri.

E soprattutto sono colpevoli di aver fatto un distinguo ben preciso tra l’organizzazione di Jovanotti che è stata perfetta e quella di altri che ha rasentato il surreale.

Chi rischia la condanna più pesante è ovviamente L’Ortica. Che è recidiva perchè sono 22 anni che svolge il proprio lavoro di corretta informazione, non prende per fortuna un euro di contributo pubblico, continua a raccontare la verità alla gente. E, soprattutto, L’Ortica è colpevole perchè riscriverebbe esattamente tutto quella che ha scritto in questa faccenda. Ma lo sapete, noi siamo urticanti e complottisti…