LA VANA RESISTENZA ALL’AVANZARE DELLA BRUTTEZZA

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UN FILM GIRATO NEL ’56 ATTESTA LA GRANDE BELLEZZA DEL CENTRO STORICO CHE IN SEGUITO FU “OLTRAGGIATO” CON AMMODERNAMENTI DEMENZIALI. A NULLA VALSERO PROTESTE E RESISTENZE.

di Angelo Alfani

Il fermo immagine che accompagnano la documentazione sull’inutile procedere della burocrazia cartacea, sono tratte dal film “I girovaghi”. Le riprese, dopo due mesi di interruzione a causa del freddo polare che devastò il Paese, vennero dirottate nell’aprile del 1956, dalla Sicilia a Cerveteri: ragioni di budget e per la pressante ed ineludibile richiesta delle due stars americane, Peter Ustinov e Abbe Lane, di partecipare da protagonisti alla movida di via Veneto.

bruttezzaIl direttore della fotografia A. Mancori (sessanta film dal ‘50 al ‘60, tra cui Giovanni dalle bande nere, girato di seguito nella piana che degrada dal Campo della fiera al fosso del Marmo) utilizzò la luce bianca di quella esplosiva primavera.

La Piazzetta della Chiesa e Largo della Boccetta, cuore della religiosità e del potere nobiliare l’uno, cuore popolare l’altro si mostrano com’erano sessantacinque anni fa. Riporto stralci di documenti che storicizzano le devastanti modifiche di questi due luoghi. Sul vulnus procurato dalla nuova Chiesa e dal rifacimento della piazza ho già ampiamente scritto e reputo sufficiente osservare, con sguardo scevro da paranoia modernista, lo stato della pavimentazione, lo stridore del siluro tufaceo, della canonica e dello squarcio per le scalette. Le resistenze a siffatte forzature furono molteplici, in special modo provenienti dalla Capitale.

Resistenze ben evidenziate in una missiva, datata 30 Aprile ‘53, dell’Arciprete Parroco don Luigi Tazzari che scrive a S.E.Rev.ma Giovanni Costantini, capo indiscusso a Palazzo della Cancelleria della Pontificia commissione per l’Arte Sacra.
“Eccellenza Reverendissima,
….. unico ostacolo, che potrebbe anche avere qualche conseguenza rovinosa per tale opera che sta sorgendo, è il ritardo che fa nell’espletare questa pratica codesta Venerata Pontificia Commissione. Mi perdoni V.E. questo mio ardire, ma la necessità di avere finalmente una Chiesa capace per tutti i fedeli di Cerveteri, il “zelus Domus tuae” mi dà questo forse irriverente ardire. Rinnovando i più vivi ossequi a V.E. bacio il suo anello”.

Un ardire che consentirà a Tisserant a distanza di quattro anni di officiare nella “rinnovata” casa del Signore.

Altra storia, diversa ma non meno dolorosa riguarda la Boccetta. Riporto la raccomandata di Italia Nostra indirizzata al Ill.mo Sig. Prof. Arch. Riccardo Pacini Soprintendente Monumenti Lazio ed al Sindaco di Cerveteri il 16 settembre 1969: “Viene segnalato alla nostra Sezione che due grossi isolati, l’uno al termine della via Agyllina, davanti al night club (dancing in realtà) “Roccantica”: l’altro tra la stessa Via Agyllina ed il termine, verso castello, della Via Bastioni sono stati demoliti. I due isolati antichi, non avevano realmente nessun valore artistico, ma costituivano, con altri, un insieme pittoresco, circondato dalle mura medievali. Vicino ad uno di questi caseggiati demoliti esisteva un giardinetto privato con begli alberi: una piccola oasi di verde che è stata abbattuta. Il nostro rammarico è accentuato dalla preoccupazione che al posto degli isolati demoliti vengano costruiti due palazzoni compromettenti la visuale del centro storico. Esiste infatti il precedente in lavori iniziati nel 1956 che hanno deturpato il centro storico di Cerveteri.
”Tra questi indicano il prolungamento moderno dell’antichissima chiesa di S. Maria, una serie di palazzi a ridosso della Piazza del comune, ed il disastroso restauro del bellissimo torrione cilindrico della cinta muraria medievale. Conclude: “Raccomandiamo vivamente la più scrupolosa cura nella salvaguardia del patrimonio artistico e naturale di Cerveteri. In attesa di una cortese assicurazione al riguardo, si inviano distinti saluti”.
Sempre in data 16 settembre 1969, una lettera con procedura d’urgenza indirizzata al Sindaco, al Provveditorato Regionale per le opere pubbliche per il Lazio ed alla Soprintendenza alle Antichità-Etruria Meridionale, viene inviata dalla Soprintendenza ai Monumenti del Lazio con protocollo N.1417. Eccone il testo:
“È stato segnalato a questa Soprintendenza che recentemente sono stati demoliti n.2 fabbricati nell’ambito di codesto Comune in località Boccetta e che il proprietario intenderebbe costruirne altri due per i quali codesto Comune avrebbe già rilasciato apposita licenza. Poiché non risulta che la scrivente abbia rilasciato il proprio benestare sia per la demolizione delle sue antiche abitazioni sia per le nuove licenze, si invita la S.V. a voler fornire chiarimenti in merito. Il Soprintendente -Architetto Riccardo Pacini”.

Fanno seguito altre lettere, fonogrammi, raccomandate in cui si richiede esplicitamente: “di disporre il fermo dell’inizio di ogni opera”. Con protocollo n. 17698 del 31 marzo 1970 il Soprintendente ai Monumenti constata: “Purtroppo è stato arrecato un danno all’ambiente del nucleo storico di Cerveteri e per tale motivo questo Ufficio chiederà al Superiore ministero l’autorizzazione a procedere per l’applicazione dell’articolo 15 della citata Legge”.
Il 19 Febbraio del 1971 il Sindaco risponde al Ministero ed alla Soprintendenza ai Monumenti di via Cavalletti che: “le palazzine realizzate nell’interno della cinta muraria dell’abitato di Cerveteri località Boccetta sono ultimate ed abitate… Entrambi le costruzioni sono state eseguite in rispetto delle norme di Piano Regolatore all’epoca esistente”.
La immagine dei due protagonisti dei Girovaghi che si allontanano dalla piazzetta è il doloroso addio ad un mondo in estinzione.

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