La Torre d’Avorio

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I Tre Amici al Bar: “Abbiamo partecipato ad un convegno organizzato dall’Università ed altri Enti importanti in una sede prestigiosa come quello dell’Istituto Dante Alighieri di Roma in una cornice di alto valore accademico in quanto i relatori del primo panel erano tutti professori universitari partecipanti ad una ricerca per indagare il livello di corruzione negli Enti locali.
Il secondo panel è stato rappresentato da figure istituzionali appartenenti agli organismi di controllo ed altrettanto validi relatori ed esperti nel proprio settore. Ciò che ci ha lasciati perplessi sono state le riflessioni di chi crea le basi culturali per avviare adeguate riforme a difesa dello Stato di Diritto e pro Democrazia.
Purtroppo non si è parlato, nemmeno indagato nella ricerca pilota finalizzata a creare una “piattaforma inter istituzionale” per monitorare l’andamento del buon funzionamento amministrativo e predisporre a collaborazioni varie gli Enti interessati al “controllo della corruzione”, del “Primo Livello” di corruzione.
L’esperienza sul campo da noi maturata, che ha prodotto più di 130 articoli sulle iniziative prese per informare, segnalare, esporre e denunciare, presunte anomalie nella gestione dell’acqua pubblica (intero ciclo dell’acqua dalla sorgente alla seconda depurazione obbligatoria), del consumo del suolo e verde pubblico ad altre questioni di attualità relative alla gestione del “bene comune” da parte del Comune di Ladispoli ed altri Enti che sono stati interpellati per avere ragguagli e informazioni utili per poter eventualmente corregge l’ ipotetico malfunzionamento dei fatti presi in esame.
Da dove nasce tutto il disagio del cittadino che ormai ha perso la “fiducia nelle Istituzioni” e, in meno della metà degli aventi diritti al voto, non va votare nelle varie elezioni europee, nazionali, regionali, provinciali e spesso anche comunali?
Qualche relatore ha fatto accenno alle leggi che tutelano i cittadini e che consentono ai pochi volenterosi ad interagire attivamente con le amministrazioni pubbliche, noi a fondo articoli li citiamo sempre e nelle nostre istanze  indirizzate alle varie istituzioni citiamo spesso le leggi sulla trasparenza degli atti pubblici (241/90; 33/2013; 97/2016 e FOIA) e negli esposti indirizzate alle varie Procure di essere informati per iscritto anche nel caso dell’archiviazione del documento inviato per segnalare eventuali illeciti amministrativi.
Cosa abbiamo riscontrato negli ultimi tre anni?
Al momento, non si può escludere verosimilmente in virtù dell’ articolo 40 del Codice Penale, l’apparente inosservanza da parte delle figure istituzionali e/o Enti preposti  sorveglianza, tra cui anche il Difensore civico che è un’Autorità pubblica -Organo di garanzia – monocratica e indipendente, che tutela i diritti e gli interessi dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione, al fine di favorire il rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità (art. 97 Cost.) nonché di legalità, correttezza, tempestività e trasparenza.
Ricordiamo che tutti i c.d. Pubblici Ufficiali ai sensi dell’ articolo 357 del Codice Penale,che peraltro dovrebbero anche notiziare,senza ritardo, ai sensi dell’ articolo 347 del Codice Procedura Penale la competente Istituzione e/o Autorità Giudiziaria, tra l’altro anche Coloro che per le loro mansioni Istituzionali che redigono, ad esempio, a fine anno la relazione sulle attività di anticorruzione nel comune e i vari uffici preposti alle questioni sospette sollevate, non si può escludere verosimilmente, che in virtù dell’ articolo 40 del Codice Penale, soventemente non comunicano spontaneamente il numero di protocollo, non rispondono per iscritto ai quesiti formulati e non danno cenno alcuno delle eventuali attività intraprese!
Come mai?
Ciò posto, questi Enti/Figure istituzionali che non rispondono ai cittadini che hanno avanzato chiedendo l’accesso agli atti (Legge n. 241/90; Decreti Legislativi nn 33/2013 e 97/2016 – e successive modificazioni ed integrazioni – FOIA) – e/o comunque chiedono,  di essere informati per iscritto sull’esito dell’ istanza, anche nel caso dell’ invio di esposti ove è indicato laddove ci fosse l’ archiviazione “ai sensi dell’ articolo 408 del Codice di Procedura Penale.
Quindi, le Istituzioni Pubbliche spesso non danno risposte giuridicamente e tecnicamente valide oppure forniscono i dinieghi alla consultazione e peggio nessuna risposta! Alla luce di quanto sopra evidenziato in virtù dell’ articolo 40 del Codice Penale, quindi, non si può escludere verosimilmente, ovvero praticamente si chiude la porta al cittadino,nonostante quanto richiesto dal medesimo!
A nostro modesto ed umile avviso, non si comprende la motivazione sottostante per la quale non si intraprende nemmeno un dialogo costruttivo con la chiara finalità “di aiutare il comune cittadino” ovvero di voler tentare e fare comprendere le motivazioni sottostanti da parte di ENTI Pubblici che  continuando a non fornire le “normali risposte adeguate”, nei modi e nei tempi ragionevoli previsti con ogni consentita urgenza, tutto ciò potrebbe agevolare in virtù dell’ articolo 40 del Codice Penale a mettere a serio rischio per la collettivita’ e/comunità, il c.d. STATO DI DIRITTO e cancellare così, non si può escludere verosimilmente, la c.d. Democrazia!

 

Si rammenta, inoltre, che il Legislatore, per salvaguardare i Cittadini che lavorano nella “Pubblica Amministrazione” e nel settore “Privato”, ha emanato il Decreto Legislativo n.24 del 10.03.2023 (pubblicato in G.U. n.63 del 15.03.2023) – che è entrato in vigore il 30.03.2023 – “Whistleblowing attuativo della Direttiva Europea n.1937/2019.
In sintesi, dal combinato disposto dell’articolo 1 e dell’articolo 2 del citato Dlgs.n.24/2023 si ricava che: “il whistleblower è la persona che segnala, divulga ovvero denuncia all’Autorita’ Giudiziaria o Contabile, violazioni di disposizioni Normative Nazionali o dell’Unione Europea che ledono l’interesse pubblico o dell’ente privato, di cui è venuto a conoscenza in un contesto lavorativo o privato.

 

Quanto sopra, ai sensi dell’articolo 118, quarto comma, della nostra Costituzione della Repubblica Italiana che recita: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.

 

Tutto ciò, sempre a difesa della libertà di ognuno, occorre sempre assicurare l’effettività dei diritti civili e sociali, il rispetto delle libertà garantite dalla nostra Costituzione Italiana e della dignità delle persone è sempre la precondizione per la realizzazione di una vera democrazia”.

 

I Tre Amici al Bar

 

Raffaele Cavaliere, Diego Corrao