La Tari è sempre più indigesta: a Ladispoli sale dell’8%

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Il consigliere Marcucci: «L’aumento una beffa e la città è sempre sporca».

A Ladispoli l’immondizia è ormai una sorta di incubo. Sale l’inflazione, sale la spesa al supermercato, il gasolio, e puntuale come le erbacce sui marciapiedi del centro, cresce pure la Tari. Un bel +8% per quasi 20mila famiglie. Niente a che vedere con i rincari che sfiorarono anni fa il 20%, sia chiaro, ma in un momento storico in cui fare anche la spesa richiede un piano di ammortamento, la notizia è stata accolta in città non con grande entusiasmo. Insomma, un “regalo” non proprio gradito sotto l’ombrellone.
A motivare l’incremento è stato l’assessore all’Igiene Urbana e Ambiente. La responsabilità, secondo la giunta, non sarebbe da attribuire a scelte di gestione diretta dell’amministrazione comunale. «Non dipende da noi – specifica Marco Pierini – ma è la Regione Lazio ad aver aggiornato il prezzo da pagare a tonnellata per lo smaltimento del rifiuto indifferenziato dall’anno 2022 al 2026 generando un debito fuori bilancio di circa 800mila euro. Soldi che abbiamo dovuto inserire nel piano finanziario di questo anno e di conseguenza il costo della tariffa aumenterà del 7,99 sulle future bollette».
Sebbene il chiarimento tecnico trovi riscontro nei vincoli normativi regionali e contabili, la sostanza per gli utenti non cambia anche perché spesso le immagini fotografano molte zone della città al limite e con le erbacce ad infestare i marciapiedi, persino nelle vie centrali. Mentre le mini discariche non sono diminuite nelle zone periferiche e nelle campagne come Olmetto, Monteroni e Boietto. Un invito a nozze per l’opposizione politica.
«L’aumento dell’8% della Tari nel 2026, dopo il rincaro di 16 punti messo a regime nel 2024 – critica Gianfranco Marcucci, consigliere comunale del movimento civico Ladispoli Attiva – rappresenta una vera e propria beffa per i cittadini. In due anni le famiglie si ritrovano a pagare il 24% in più, mentre sotto gli occhi di tutti la città continua a presentare marciapiedi invasi dalle erbacce, strade sporche e un evidente stato di abbandono. I ladispolani hanno il diritto di pagare una tassa commisurata a un servizio efficiente che non si trova nella vita di tutti i giorni».
Nessuna novità al momento sugli effetti della Tarip, ovvero i premi per le persone che hanno differenziato meglio, rinunciando a conferire il classico sacchetto nero. Ad aver annunciato il rincaro alcune settimane fa era stata la Sinistra Italiana della sezione Ladispoli che in qualche modo aveva parlato di questo debito causato dal superamento delle quote di rifiuto indifferenziato.
«Ci sono contraddizioni della gestione locale – è quanto detto da Rossana Valentini del circolo “Mahsa Amini” – dato che a Ladispoli il porta a porta è ormai una realtà consolidata da ben sedici anni, con percentuali di differenziata storicamente superiori al sessanta per cento, e la tariffa puntuale è stata introdotta tre anni fa, eppure l’amministrazione non ha mai tradotto questi sforzi in reali sgravi fiscali per la cittadinanza».