LA STRUTTURA INAUGURATA ALLA NECROPOLI NEL 2015 È INATTIVA TRA BATTAGLIE LEGALI, SOLDI PUBBLICI E SENTENZE IN TRIBUNALE. FRANCO CAUCCI (ETRURIA TOUR): «CERVETERI MERITA IL MEGLIO»
Bandi annullati, battaglie legali, intervento dei giudici con tanto di risarcimenti con soldi pubblici. Mettiamola così, al di là dell’iter burocratico infinito, la Necropoli di Cerveteri, sito Unesco dal 2004, non ha ancora il suo Visitor Center. Anzi, ce lo avrebbe ma è solo “fantasma” perché dopo quella inaugurazione alla presenza dell’ex governatore del Lazio Nicola Zingaretti, era giugno del 2015, non è cambiato poi molto. Dieci anni di immobilismo e ancora i turisti non possono disporre di una struttura così importante e che avrebbe potuto dare pure dei posti di lavoro. Dal 2015, avvolgiamo il nastro a gennaio 2023 quando viene pubblicata la sentenza del Tar in merito al ricorso di una società che era rimasta esclusa dalla gara, la Etruria Tour Srls, e che per questo si era rivolta alla giustizia amministrativa. Nei fatti i magistrati contabili accolgono l’istanza e condannano il comune di Cerveteri alle spese legali e il bando non ha seguito perché arriva il semaforo rosso imposto alle società cooperative “Culture” e “Artemide Guide” in Rti (Raggruppamento temporaneo). Doveroso un passaggio indietro. È il 2020 quando Etruria Tour risulta essere l’unica partecipante. Per la commissione però evidentemente non ha i requisiti e il progetto non va in porto. «Ricordo – afferma Franco Caucci, imprenditore – che non raggiunsi il punteggio di 40 punti come prevedeva la legge davvero per poco. Mi diedero 39 rinviando la gara a data da destinarsi». Si arriva al 2022 ed ecco il secondo bando. Stavolta Etruria Tour non è sola ma compete con la coop Culture e pone tutti i miglioramenti al progetto rispetto al primo bando. «Avevamo predefinito nella nostra offerta – prosegue Caucci – tantissime attività, dal punto vendita, ai corsi di artigianato e lavorazioni, alle visite guidate e agli eventi in notturna e Trekking Infopoint Avremmo riportato anche il trenino. A noi, come punteggio, è stato rifilato un 37,5, anche con delle altre migliorie rispetto al passato, mentre l’altra società 38,5». Da lì parte il ricorso e si arriva al Tar come detto in precedenza. «Neanche vorrei tanto soffermarmi su questo aspetto – ammette Caucci –, ricordando che poi il Comune ha rinunciato a fare ulteriore ricorso. La questione a mio avviso importante è che i cerveterani e i turisti non possono contare su questo Visitor Center. Siamo al punto di partenza e sono stati persi tanti anni e impiegati soldi pubblici perché alla fine il Comune è stato condannato a pagare una lauta somma alla nostra società. Parliamo della Necropoli, patrimonio Unesco, dove non c’è un bagno pubblico e dove in estate, nell’area archeologica, c’è stato un vasto incendio che ha demolito strutture abusive. Una desolazione a poca distanza dall’ingresso della Banditaccia prospicente le mura storiche. Un biglietto da visita pessimo, per non dimenticare la viabilità d’accesso alla Banditaccia. Cerveteri deve essere valorizzata. Ad esempio bene la Sagra dell’Uva per la mole di gente arrivata, bisogna moltiplicare gli eventi perché quattro giorni solamente non servono a far respirare la città. Non è importante che sia la nostra società o un’altra, ma il Visitor Center poteva essere un volano dell’economia legato al turismo delle navi. Così il Paese va a morire». Necropoli isolata. Non ci sono collegamenti diretti per raggiungere il sito archeologico cerite. E, forse, questione ancora più seria, è che ci sono pochi bus dallo scalo di Marina di Cerveteri per arrivarci. Insomma, o si va in macchina, o si accettano le corse disponibili, che tra l’altro si contano sul palmo di una mano. Oppure non resta che il taxi. Ecco però che sorge un altro problema. A Cerveteri non ci sono. Gli unici disponibili si trovano a Ladispoli ma per un viaggio di andata e ritorno, un potenziale visitatore che vuole entrare alle tombe etrusche arriverebbe a sborsare almeno 40 euro, se non di più, oltre al normale biglietto di ingresso. Il trambusto insomma scoraggerebbe chiunque. L’altro grande tema sarebbe come poter intercettare i crocieristi di Civitavecchia diretti alla Capitale che però potrebbero fare una sosta a Cerveteri, a patto che ci siano collegamenti. Quotidianamente i treni sono strapieni di americani, spagnoli, tedeschi, francesi e di tante altre nazionalità che volentieri trascorrerebbero qualche ora a Cerveteri.

































































