LA STEATOSI EPATICA

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aldo ercoli

Un sovraccarico funzionale protratto nel tempo può favorire l’anomalo accumulo di lipidi negli epatociti (grassi dentro le cellule del fegato). Questa condizione, non fisiologica, va sotto il nome di “steatosi epatica”.

Le cause possono essere diverse. Uno stile di vita non equilibrato con abitudini alimentari che prediligono grassi, “fritti e soffritti”; prolungate terapie farmacologiche; eccessivo consumo di alcolici …

Il fegato è un organo assai complesso con numerose funzioni. Una di queste è la secrezione di bile (500 – 1000 ml/al giorno). Sono le cellule epatiche, gli epatociti, quelle che secernano la bile che contiene lecitina, colesterolo, sali organici.

Questi ultimi, successivamente, attraverso coniugazioni con acido colico, glicina, taurina si trasformano in sali biliari, presenti in quello che è chiamato spazio portale del lobulo epatico (vi è un ramo dell’arteria epatica, di vena porta e dotto biliare).

Nell’ intestino i sali biliari (vi arrivano con la bile dai canalicoli biliari, rete interlobulare, dotto epatico) consentono l’emulsione stabile dei grassi grazie all’attivazione della lipasi pancreatica. Si formano pertanto complessi idrosolubili assieme ad alcune sostanze insolubili in acqua ( ad es. il colesterolo).

La bile secreta di continuo a livello epatico viene raccolta e concentrata nella colecisti e periodicamente riversata nel duodeno dopo il rilasciamento dello sfintere di Oddi. Il tutto avviene sotto il controllo del Sistema Nervoso Autonomo (stimolazione nervosa del parasimpatico).

La steatosi epatica (chiamata in gergo “fegato grasso”) è una condizione che, con il passare degli anni, compromette l’efficienza dell’organo: la detossificazione rallenta, aumenta l’accumulo di tossine e di scarti metabolici nell’organismo. Se non si cambia lo stile di vita comportamentale si rischia seriamente un progressivo deterioramento della funzionalità epatica con severe conseguenze cliniche.

Se fegato e pancreas sono, in condizioni fisiologiche, alleati nell’intestino nell’emulsione dei grassi altrettanto si può dire del fegato e dei reni nel metabolismo ed eliminazione delle tossine, siano esse di natura endogena o esogena (es. alcol, farmaci).

La steatosi epatica si presenta spesso clinicamente come un ingrossamento del fegato (epatomegalia) e solo con lievi (o assenti) alterazioni degli esami epatici :AST, ALT (ex GOT, GPT), gamma gt, elettroforesi proteica, bilirubinemia etc. E’ la conseguenza della cattiva alimentazione, dell’assunzione di alcolici e/o farmaci epatotossici. Se si riesce ad eliminare questi fattori nocivi la steatosi è reversibile, non evolve verso la cirrosi.

L’epatopatia alcolica clinicamente presenta quadri molto variabili: si va da forme senza alcun sintomo (silenziose) a quadri di grave insufficienza epatica con ittero (colorazione gialla più o meno intensa della pelle o delle mucose dovuta all’impregnazione dei tessuti ad opera della bilirubina), ematemesi (emorragia digestiva con fuoriuscita di sangue dalla bocca); ascite (acqua nella cavità peritoneale), encefalopatia porta-cava.

Nell’epatite alcolica i valori dell’AST (GOT) sono doppi rispetto a quelli dell’ALT (GPT). Assieme a farmaci vegetali naturali (cardo mariano, tarassaco etc) e probiotici la dieta si basa sull’uso quotidiano di abbondanti verdure crude o cotte, frutta di stagione, cereali, legumi (fagioli, piselli, ceci, fave, lenticchie etc)evitando dolciumi e zuccheri raffinati, riducendo al massimo le proteine animali (carni, formaggi, uova), bere molta acqua lontano dai pasti (almeno 1,5 litri al giorno, possibilmente oligominerale).

Nella scelta egli alimenti prediligere i cibi biologici, senza addittivi e conservanti. E’ possibile a Km zero.

ortica
Dottor Professor
Aldo Ercoli

Aldo Ercoli