La Spagna introduce un abbonamento calmierato per i trasporti

0
238
Milan, Italy - August 26, 2013: high speed train Red Arrow, stopped on a track to Milan Central Station.

 Quando sarà il turno dell’Italia?

La scelta del governo spagnolo si inserisce in una tendenza europea che punta a rendere il trasporto pubblico più accessibile attraverso il sostegno pubblico e apre una riflessione anche sul modello italiano.

Di Francesco Sarcinella

Nelle ultime settimane la Spagna ha acceso il dibattito europeo sulla mobilità pubblica annunciando un nuovo abbonamento nazionale per i trasporti al costo di 60 euro al mese  (30 per gli under 26 ) destinato a entrare in vigore dal 2026. Il pass consentirà di viaggiare senza limiti su gran parte dei mezzi pubblici statali come treni regionali e di media percorrenza e autobus nazionali con una tariffa unica valida su tutto il territorio. Una scelta che va ben oltre la semplice riduzione dei prezzi e che si inserisce in una strategia più ampia di contrasto al caro vita e di promozione di forme di trasporto più eco-sostenibili.

Nonostante la riforma appaia innovativa bisogna ricordare che la Spagna non è il paese pioniere in questo progetto. La Germania, infatti, ha introdotto nel 2023 un abbonamento mensile nazionale, inizialmente al costo di 49 € al mese e oggi aumentato a 63€, che consente l’uso illimitato di treni regionali, metropolitane, tram e autobus su tutto il territorio nazionale. Questo ticket è stato un importante esperimento di politica dei trasporti e ha avuto un forte sostegno pubblico costante.

Modelli simili esistono anche in altri Paesi europei come l’Ungheria che propone un pass nazionale a basso costo e il Portogallo che ha lanciato un abbonamento ferroviario mensile molto economico seppur con alcune limitazioni. Esperienze diverse ma accomunate da un principio chiaro ovvero rendere il trasporto pubblico accessibile attraverso una scelta politica consapevole

Questi abbonamenti funzionano perché lo Stato decide di investire risorse collettive in un servizio considerato essenziale. Il costo che non viene pagato direttamente dall’utente viene redistribuito sull’intera comunità attraverso il bilancio pubblico con l’obiettivo di generare benefici indiretti come meno traffico meno emissioni e maggiore mobilità per lavoratori e studenti. Non si tratta quindi di misure temporanee ma di un cambio di paradigma nel modo di concepire il trasporto pubblico

L’analisi della situazione ci fa apparire l’abbonamento calmierato come frutto del progresso europeo e dunque la domanda sorge spontanea: un abbonamento nazionale a prezzo fisso e accessibile sarebbe possibile anche in Italia?

Il progetto è ambizioso e le difficoltà non mancherebbero: frammentazione regionale, operatori diversi e vincoli di bilancio stringenti fanno presagire un percorso tortuoso. Tuttavia, l’esperienza europea dimostra che, quando la mobilità diventa una priorità politica soluzioni ambiziose possono essere costruite. Il caso spagnolo, dunque, pone un interrogativo nella comunità europea: il trasporto pubblico rimarrà un costo individuale o diventerà un investimento collettivo?