LA SEMEIOTICA DELLE MANI… QUESTA SCONOSCIUTA

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Dottor Professor
Aldo Ercoli

La semeiotica delle mani, saper osservare e diagnosticare tutti quei segnali delle unghie, dita, polsi. Non è una cosa banale né tantomeno esoterica quella della lettura dei solchi palmari da parte di una chiromante (il termine “zingara” non si può più usare).

E’ un indagine fine che non costa nulla, una semeiotica di cui, in gran parte, si sono perse le tracce. Peccato, un tempo (quando vi erano veri medici: Condorelli, Valdoni, Ottaviani etc) non era così. Oggi la medicina è “smembrata” in decine e decine di superspecializzazioni che richiedono sovente esami ed indagini cliniche sempre più costose. Partiamo dalle unghie.

Quelle di colore blu stanno ad indicare una cianosi centrale (anche la lingua è blu); se hanno un colore rosso devono far pensare alla policitemia (aumento dei globuli rossi nel sangue); quelle completamente bianche sono un chiaro segnale ipoalbuminemie (insufficienza epatica o renale grave); quelle incurvate a forma di cucchiaio (coilonichia) sono tipiche di un anemia ferropriva, (si associa il pallore delle pieghe palmari); quelle di colore scuro sono dovute spesso al fumo di sigaretta.

Le pieghe interdigitale sono spesso dovute a micosi (colpiscono anche le unghie: onicomicosi).  Le dita ingrassate a salsiccia, con unghie punzecchiate ed ipercheratosiche (ispessite) sono tipiche dell’artrite psoriasica. Quelle dette “a bacchetta di tamburo” (osteodistrofia di Pierre-Marie) le riscontrano in patologie diverse: malattie cardiache congenite cianogene, severa insufficienza epatica, neoplasie o ascesso polmonare, tbc cronica etc.

Nella cirrosi epatica vi può essere eritema (arrossamento) delle palme delle mani, contratture di Dupytren, flepping tremor (osterixis), leuconichia (unghie bianche da ipoalbuminemia). Le “emorragie a scheggia”, osservando il letto ungueale, possono essere un segnale di endocardite infettiva (anche se più spesso sono conseguenti a traumi sulle dita). La separazione della parte distale dell’unghia dal letto ungueale (unghie di Plummer) si può avere nell’ipertiroidismo (tireotossicosi).

I noduli di Haberdin, nelle articolazioni falangee distali e nelle prime ossa metacarpali (polso) sono tipici dell’osteoartrosi degenerativa cronica. I noduli nelle interfalange prossimali, le deviazioni delle dita verso il lato ulnare (dita a ventaglio), la deformazione “a collo di cigno” (flessione dell’articolazione interfalange distale), la cute e letto ungueale con emorragie lineari sono tutti segnali che rientrano nell’artrite reumatoide. Le “dita ad artiglio” indicano una lesione del nervo mediano.

Un’iperlassità delle articolazioni delle dita (estremamente pieghevoli) si riscontrano nel morbo di Marfan e nella malattia di Ehler-Danlos, ossia in due gravissime patologie congenite (aneurisma e dissecazione dell’aorta). Le parestesie (formicolii) alle dita, associate a dolore possono indirizzarci verso un’ernia della colonna vertebrale cervicale, oppure verso una sindrome del tunnel carpale (vedere i segni di Phanel e di Tinel).

Solchi profondi lungo l’eminenza tenar (sotto il pollice) stanno ad indice una lesione del nervo mediano; quelli lungo l’eminenza ipotenar (sotto il mignolo) denunciano una lesione del nervo ulnare. Mi fermo qui. Tralascio le neoplasie degli apici polmonari che danno ipotrofia ai piccoli muscoli della mano (sindrome di Ciuffini Pancost, sindrome di Claude – Bernard – Horner).

“Prendi questa mano … (non si può dire) dimmi pure che destino avrò…”

Attenzione però a non farvi sfilare (come nel noto quadro del Caravaggio) l’anello. Se fate vedere le mani ad un medico esperto vi potrà dire tante cose …