LA PROPOSTA CONTRO IL TRAFFICO SULL’AURELIA: UN RONDÒ AL POSTO DEL SEMAFORO DI VALCANNETO

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SULLA SETTEVENE PALO INVECE RESTA IRRISOLTA LA QUESTIONE SICUREZZA

Inserire una rotatoria al posto del semaforo sull’Aurelia, al bivio per Valcanneto. Per automobilisti e residenti di Cerveteri, Ladispoli e Fiumicino i tempi sono maturi, tant’è che di questa istanza se n’è fatto carico il consiglio comunale al Granarone votando all’unanimità il punto all’ordine del giorno, su proposta del consigliere Luigino Bucchi. I pendolari, quotidianamente migliaia quelli che si muovono in direzione della Capitale e verso Civitavecchia, restano incolonnati negli orari di punta: la mattina e la sera, al rientro dai rispettivi luoghi di lavoro.

Con la mozione è stato impegnato il sindaco Gubetti ad attivarsi, di concerto con la giunta comunale di Fiumicino che ha approvato nei giorni scorsi un’analoga mozione, presso gli organi competenti, ovvero Città Metropolitana di Roma Capitale e Anas per competenza territoriale, affinché venga superato l’impianto semaforico al chilometro 32,500. È qui che si trova lo svincolo per le frazioni rurali di Valcanneto, Ceri e Borgo San Martino ma anche per le località del lago.

«Da quanto emerso dalla relazione ampiamente discussa in aula – è quanto sostenuto dall’esponente di Fratelli d’Italia – il superamento del semaforo in favore della rotatoria richiesta risolverebbe non pochi problemi di traffico veicolare in tutte le direzioni di marcia, in particolar modo durante il periodo estivo quando le file aumentano in modo esponenziale in virtù del pendolarismo direzione mare». Statale quasi sempre in tilt tra Valcanneto e Torrimpietra per via degli altri semafori che formano un effetto tappo, includendo Granaretto e Palidoro.

C’è un altro punto problematico a Cerveteri che tiene sotto scacco la viabilità: l’intersezione tra via Settevene Palo e l’ingresso autostradale della Roma-Civitavecchia. Un’area maledetta dove incidenti e tamponamenti si ripetono con una certa regolarità senza che siano mai stati posti accorgimenti. La rotonda sembrava cosa fatta dopo le pressioni dell’amministrazione comunale etrusca ad Anas, poi però – per ammissione dello stesso primo cittadino, Elena Gubetti – il Ministero avrebbe pretesto un importo maggiore per avviare i lavori e non se n’è fatto più nulla.

Comitati e associazioni, che hanno protestato in questi anni, non sono stati presi mai in considerazione. Il cantiere sembra un miraggio. «L’unico posto in questo Paese – è la critica di Biagio Camicia, presidente dell’associazione Consumatori Italiani più Forti Cerveteri-Ladispoli – dove non si è intervenuto nonostante ci siano tutti questi incidenti. Senza dimenticare che durante la stagione estiva la fila è lunga anche parecchi chilometri per l’arrivo dei turisti.

Non c’è proprio la volontà da parte delle istituzioni competenti di porre mano ad una enorme criticità per il nostro territorio». Sul discorso della pericolosità di Cerveteri si era espressa Graziella Viviano, madre di Elena Aubry, la giovane 26enne morta in via Ostiense nel 2018. Una donna che si sta battendo da anni per migliorare la sicurezza sulle strade e per contrastare l’immobilismo delle istituzioni.