La personalità paranoide

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a cura del Dottor Riccardo Coco
Psicologo – Psicoterapeuta

Dottor Riccardo Coco
Psicologo – Psicoterapeuta

Il funzionamento psicologico di chi ha un Disturbo di Personalità Paranoide si caratterizza per il fatto che affetti, impulsi ed idee intollerabili vengono dalla persona disconosciuti ed attribuiti (proiettati) alle altre persone che quindi poi vengono viste con un senso di paura, sospetto o disprezzo.

Il meccanismo di difesa psicologico usato in tale modalità è quello della “proiezione”, approfonditamente studiato da Anna Freud (figlia di Sigmund Freud ed anche lei psicoanalista).
Tutti lo adottiamo in certe situazioni, ma nel paranoico esso assume una dimensione patologica in quanto egli lo usa in maniera massiccia ed esclusiva.

Un esempio banale per descrivere come agisce il meccanismo della proiezione nella vita di tutti i giorni, potrebbe essere quello in cui giocando a pallone, un giocatore sbaglia “un gol già fatto” ed allora invece di assumersi la responsabilità di provare il senso di colpa e la frustrazione per aver sbagliato, incolpa del gol mancato il compagno di squadra che gli ha passato “male” o troppo tardi il pallone, oppure incolpa la sfortuna, dice che la porta è “stregata”, etc.

Nel paranoico i sentimenti proiettati includono soprattutto i temi dell’ostilità (che li porta a disconoscere in sé l’aggressività e a dire che sono gli altri ostili e persecutori nei suoi confronti), della dipendenza (che li porta a disconoscere in sé il sentimento di dipendenza e a dire che sono gli altri che vogliono renderli dipendenti in modo umiliante), dell’attrazione (che li porta a pensare che gli altri vogliano sfruttarli sessualmente o abbiano mire sessuali sulle persone a cui sono legati, come nel caso della gelosia paranoide che può arrivare a livelli deliranti).

Anche altri affetti spiacevoli, tuttavia, possono essere massicciamente negati e proiettati dal paranoide, come l’odio, l’invidia, la vergogna, il disprezzo, la paura, etc.
Poiché le persone con un disturbo paranoide di personalità hanno storie segante da sentimenti di umiliazione e vergogna, si aspettano di essere umiliati e svergognati dalle altre persone e si difendono da questa aspettativa attaccando per primi.

Hanno fatto, insomma, del motto “l’attacco è la miglior difesa” il loro modus operandi nella vita. Le storie cliniche di questi pazienti suggeriscono che essi hanno fatto esperienza di un genitore che oltre ad averli umiliati e svergognati davanti ad altri, era particolarmente seduttivo e manipolatorio e di conseguenza sono sempre all’erta, “in allarme”, rispetto al pericolo di essere sfruttati ed ingannati dalle altre persone.

è proprio la loro aspettativa di essere “trattati male”, assieme alla loro modalità proiettiva di gestire gli stati d’animo, la causa della sospettosità e dell’ipervigilanza tipiche del paranoide.

Purtroppo questa modalità crea però un circolo vizioso, poiché porta gli altri a comportarsi con loro proprio nel modo che loro paranoicamente si aspettano.
E ciò, purtroppo, li conferma ancora di più della loro convinzione distorta che il mondo è ostile e le persone malevole ed aumenta la loro sospettosità ed ostilità verso gli altri.
La triste realtà è però che sono loro stessi con il loro comportamento ad innescare questa spirale senza fine.

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