La pazienza de L’Ortica è finita

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di Gianni Palmieri

Non amiamo adoperare il nostro sito internet per lanciare messaggi, però ci sono momenti in cui anche la pazienza si esaurisce. Se andate sul nostro profilo facebook, vi renderete conto di come L’Ortica offra il massimo dello spazio e della libertà di espressione ai lettori. Non ci sono censure, chiunque può lasciare un commento alle notizie che vengono pubblicate su www.orticaweb.it ed in simultanea sul profilo facebook de l’ortica del venerdì. Siamo sempre aperti al dialogo ed al confronto con i lettori, un modo per scambiare opinioni ed aprire anche serrati dibattiti sui temi più caldi. Un po’ come sta accadendo sul nostro sito web per la delicata questione dei vaccini obbligatori che divide palesemente i nostri lettori in favorevoli e contrari. Siamo però costretti ad intervenire ora con questa nota perchè qualcuno sta oltrepassando i limiti, pensando di essere al bar invece che sulla pagina web e social di un giornale che ha venti anni di storia. Che non possono essere offesi da qualche demente che adopera gli insulti come unico mezzo di espressione quando è in disaccordo. Non sappiamo se in disaccordo con L’Ortica o con se stesso a causa di problemi emotivi. Sono finite le vacanze, sul web L’Ortica è tornata operativa, dall’8 settembre saremo nuovamente in edicola con la versione cartacea. Annunciamo pubblicamente che il tempo della tolleranza e della pazienza è finito, non accetteremo più passivamente le offese e gli insulti sulla pagina facebook de L’Ortica ed eventualmente anche con mail e lettere cartacee. Vogliamo il dialogo ed il confronto, non alcuni imbecilli che aprono la bocca, anzi muovono il mouse del pc, e lanciano sproloqui. Non amiamo la carta bollata, ma tutti sono avvisati da oggi: chiunque scriva offese, parolacce, volgarità e commenti lesivi sia della dignità che della professionalità de L’Ortica, sia di altre persone, si buscherà subito la denuncia alla polizia postale e la querela per diffamazione o calunnia. Siamo disponibili al confronto, anche vivace, non ad essere la valvola di sfogo di qualche represso. Come diceva il grande Umberto Eco?“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli. Prima, parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli. Si innalza lo scemo del villaggio a detentore della verità”