La nuova Provincia e l’uscita di Grando dalla Lega

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porta d'italia

Si accende di colpo la politica ladispolana.

Da un lato l’uscita di scena dalla Lega del sindaco Alessandro Grando, dall’altra il voto, atteso, della Superprovincia. La politica ladispolana si accede ed è proprio questo ultimo punto soprattutto ad incuriosire i cittadini sugli eventuali sviluppi futuri. Intanto c’è da dire che dopo Santa Marinella e Civitavecchia è la volta di Ladispoli.

 

L’adesione è per la formazione della nuova Provincia, dal nome “Porta d’Italia con il voto dei consiglieri comunali per costituire insieme agli altri comuni del litorale (da Viterbo a Fiumicino, passando per altre realtà dell’entroterra) una nuova provincia.

Di questo tema a Ladispoli se ne era parlato il 5 marzo scorso in un incontro pubblico promosso dall’amministrazione locale con il progetto presentato dal professor Enrico Michetti, ex candidato a sindaco di Roma con il centrodestra. A questo erano poi seguiti appuntamenti a Cerveteri organizzati in particolar modo dal Pd dove erano stati invece illustrati i nodi di un possibile divorzio da Città Metropolitana. In base a quell’incontro, l’iter si svilupperebbe in un anno e dopo il voto dei consigli comunali si dovrebbe passare necessariamente dal Parlamento.

Il sindaco di Ladispoli si è già espresso sull’argomento per trovare «una gestione differente che ci consenta di fare scelte mirate e canalizzare più risorse possibili». Grando, ovvio, punta ad un nuovo peso a livello regionale con una Ladispoli che si trova tra il porto di Civitavecchia e l’aeroporto di Fiumicino: un’area strategica. «Si parla sempre di Roma e di dove vuole piazzare gli impianti di smaltimento dei rifiuti, scelta che ricade sempre sulla provincia e mai, ad esempio, sul Gra. È arrivato il momento di uscire dallo schema classico con una proposta che vede i nostri comuni di pari livello e pari dignità. Occorre una gestione differente che ci consenta di fare scelte mirate e canalizzare più risorse possibili». Grando e altri colleghi, tra cui il sindaco civitavecchiese Ernesto Tedesco, vedono di buon occhio l’idea di avere un presidente della provincia, un’assemblea dei sindaci, la prefettura, un’agenzia per il turismo. È chiaro che si punta ad avere un potere contrattuale su un’area vasta al cospetto di Stato e Regione. Il voto in aula è passato con 14 alzate di mano dei consiglieri di maggioranza alle quali si è aggiunta quella di Eugenio Trani, esponente di minoranza. Sette invece i voti contrari. 

L’opposizione. Chi frena su Porta d’Italia è la minoranza perché mancherebbe il coinvolgimento diretto, tramite referendum, della popolazione. «Il sindaco – critica Roberto Garau, consigliere comunale civico – non si è preoccupato di chiedere ai cittadini cosa ne pensino. Anzi, ha affermato che non parteciperebbero e comunque che i consiglieri comunali sono stati votati e quindi delegati, e possono decidere per tutti. Logicamente se ciò accadesse Ladispoli non farà più parte dell’area Metropolitana di Roma. Ecco il metodo di questa giunta». Parla anche Crescenzo Paliotta: «Ritengo che ci siano tanti interrogativi sulla nuova provincia – parla Crescenzo Paliotta, consigliere comunale del Pd – perché aumenterebbero i costi per la finanza pubblica con nuove sedi, uffici e dipendenti. Ed è forse proprio alle nuove possibilità di incarichi di potere che qualcuno già punta. Riteniamo che la cosa migliore sia intensificare il lavoro per migliorare la legge che ha portato alla modifica delle vecchie province, facendole tornare ad elezione diretta da parte dei cittadini e quindi più vicine ai territori. Crearne nuove con un modello non funzionante rischia di essere dannoso».

Grado lascia la Lega

Il nodo Grando.  Come detto, il sindaco ha lasciato la Lega. La notizia era nell’aria, quindi non è proprio un fulmine a ciel sereno. «Con una comunicazione indirizzata al segretario federale Matteo Salvini ho rassegnato le mie dimissioni dal partito Lega Salvini Premier. Questa decisione, ormai inevitabile, giunge al termine di una lunga e attenta riflessione. Non condivido le scelte organizzative fatte dal partito a livello regionale, provinciale e locale, quindi preferisco farmi da parte. Ringrazio l’onorevole Matteo Salvini per la fiducia, il sostegno e per gli apprezzamenti che ha esternato nei miei confronti in numerose occasioni pubbliche».
Che l’intesa con la Lega non fosse più come agli inizi del suo percorso politico si era capito già due anni fa nell’ultima tornata amministrativa contrassegnata dal boom delle liste civiche. E se Grando entrasse con qualche altro partito? «Non ho accordi con nessuno», lo esclude almeno per il momento lo stesso primo cittadino. L’esponente di centrodestra è alla guida della città dal 2017. Il suo esordio politico a Ladispoli è stato con la lista Cuori Ladispoli, con la quale nel 2012 comunque era entrato sui banchi della minoranza. Della Lega in aula fanno parte attualmente Daniela Marongiu (entrata in aula con Cuori Ladispolani nel 2017) e Carmelo Augello, presidente del Consiglio comunale. Bisognerà capire quello che accadrà e se ci sarà anche un rimpasto.