
Aldo Ercoli
Il cervelletto, sito sotto il lobo occipitale dell’Encefalo, costituisce, assieme al Ponte ed al Bulbo, il Mielencefalo. Se esaminiamo una sezione sagittale dell’Encefalo troviamo, al di sopra, il Mesancefalo con la Sostanza Grigia e Bianca; sopra ancora il Diencefalo, con il Talamo e l’ipotalamo. Vi è poi il corpo calloso che separa quest’ultimo dalla corteccia cerebrale del Telencefalo. E’ molto complessa l’anatomia dal nostro cranio tutte queste strutture strettamente interconnesse tra loro e, tramite il bulbo , con il sottostante Midollo Spinale.
L’importanza del cervelletto consiste nella presenza di centri implicati nell’equilibrio e nei fasci che lo uniscono con le altre parte dell’Encefalo e del Midollo Spinale. Le patologie del cervelletto, o delle sue principali connessioni, provocano caratteristici “segni e sintomi” quali: facile affaticabilità; atassia nella marcia (deambulazione instabile e barcollante); incapacità a controllare l’ampiezza e la corretta direzione del movimento quando è diretto verso un bersaglio; incapacità nei movimenti alternati; tremore posturale (da fermo) o intenzionale (nel movimento di un arto); disartria (difficoltà ad articolare la parola dovuta a paralisi o spasmi degli organi di fonazione: lingua, labbra, velo palatino, laringe etc) e, talora nistagmo (movimenti oscillatori o rotatori del globo oculare, involontari, a scosse, orizzontali o verticali, con componente rapida diretta verso il lato della lesione cerebrale)
Quando il Cervelletto è danneggiato si resta invalidi a vita. La più eclatante manifestazione clinica è certamente l’atassia (dal greco privazione di ordine). Una lesione cerebellare è responsabile dell’andatura atassica: deambulazione senza senso, barcollante. Il paziente sembra ubriaco, come se fosse affetto da un’intossicazione alcolica. La diagnosi differenziale va posta oltre che con quest’ultima patologia con le lesioni labirintiche (orecchio interno). In queste prevale la vertigine con sensazione di movimento della testa nello spazio. Se il paziente resta immobile, a piedi uniti e con gli occhi aperti, nella malattia cerebellare comincia visibilmente ad oscillare. Se nella medesima postura gli chiediamo di chiudere gli occhi allora osserviamo che oscilla, barcolla, probabilmente affetto da lesioni labirintiche o da una sclerosi dei cordoni posteriori del Midollo Spinale con atrofia delle radici posteriori come avviene, per esempio, nella Tabe dorsale (sifilide terziaria). E’ cosi che empiricamente che si può fare diagnosi.
che è’ alla portata di ogni medico. Non è esclusiva del neurologo. Quando sospettare una sindrome atrofica cerebellare? Quando si osservano tutta una serie di disturbi nervosi che si manifestano soprattutto con i difetti di coordinazione dei movimenti: Disturbi della statica e della marcia con atassia: andatura da ubriaco; dismetria (esecuzioni di movimenti smisurati nel tempo e nello spazio, troppo bruschi inaspettati, troppo ampi esagerati); vertigini; asinergia (perturbamenti nell’associare movimenti elementari con atti più complessi). Un segnale importante ci viene offerto dalla adiadococinesia (scomparsa della normale diadococinesia) che consiste in un semplice gesto: far eseguire rapidamente movimenti quali la pronazione (mani in giù) e la supinazione (mani aperte in su) rapidamente alternate movendo i polsi. Questo si riscontra talvolta anche nella sclerosi multipla (quando viene colpito il cervelletto).Oltre all’atassia assai evidenti sono i tremori, sia a riposo che specie nei movimenti degli arti. Nel variopinto e composito quadro clinico oltre al nistagmo, colpisce talvolta la “parola scandita”: un segnale a metà strada tra l’afasia (il paziente non riesce ad esprimere con le parole il proprio pensiero)e la disartria (difficoltà nella fonazione). Ne vanno trascurati i disturbi del tono muscolare (il cervelletto è connesso con tutto l’Encefalo e con il Midollo Spinale) valutando il sistema motorio (atrofia muscolare, fascicolazioni, tremori). Altra diagnosi differenziale, oltre a quelle già citate, va fatta con l’ictus cerebri (encefalo vero e proprio). Un’afasia per compromissione del centro di Broca (disturbi della fonazione) associata, per esempio, con un’emiplegia dell’arto inferiore destro ci mostra, a paziente ristabilito con esiti, un soggetto che mentre cammina oscilla vistosamente l’arto verso l’esterno (andatura falciante). E ancora. Le neuropatie periferiche, tanto per ampliare la diagnosi differenziale, riguardo alla deambulazione, provocano un’andatura tuttaltro che disinvolta, bensì “steppante”, intercisa con vari stop nel cammino. Mi fermo qui. Resto con esempi facilmente riscontrabili alla sola vista. Non vado oltre: andatura cerebellare spastica (paralizza metà del corpo), sindrome cerebellare simpatica (associata alla sindrome di Cloude – Bernard – Horner: mosi, enoftalmo, restringimento della linea palpebrale).


































































