“La Lucchese sta fallendo. Forse non era il manager Sundas il vero cattivo”

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“Esattamente un anno fa ci prodigammo per salvare l’Associazione sportiva Lucchese dal fallimento. Avevamo avviato una trattativa giunta a buon punto, quando improvvisamente dal club rossonero ricevemmo soltanto insulti e smentite a raffica. A distanza di tempo, con le notizie che annunciano l’imminente fine del calcio a Lucca, forse i tifosi potranno comprendere dove stessero realmente i buoni ed i cattivi in questa spiacevole vicenda”.A togliersi il sassolino della scarpa è il manager Alessio Sundas, titolare dell’agenzia Sport Man che a dicembre 2017 aveva tentato di  proseguire l’impegno di avviare una serie di importanti investimenti nel mondo del calcio proponendo la cessione del pacchetto di maggioranza della Lucchese ad un noto imprenditore italiano.

“Leggiamo – prosegue l’agente Sundas – che tra poche ore calerà il sipario sulla Lucchese, una gloriosa società che non meriterebbe di finire in modo tanto mortificante. Se è vero che da lunedì prossimo, salvo miracoli improbabili, fosse annunciata la smobilitazione della squadra con conseguente fallimento e retrocessione tra i Dilettanti, sarebbe veramente il caso che i dirigenti operassero un serio mea culpa. Mesi fa alla Lucchese ci chiusero la porta in faccia senza valide motivazioni, nonostante fossimo pronti a mettere sul tavolo non solo capitali freschi, ma anche giocatori di ottimo livello in grado di permettere il salto di qualità.

E’ ovvio che la Sport Man non mollerà la presa, soprattutto per rispetto verso i tifosi rossoneri che non meritano di precipitare tra i Dilettanti. Se si dovesse arrivare al fallimento, faremo di tutto per acquisire il club ed avviare quel processo di crescita e potenziamento della Lucchese che qualcuno non ci ha permesso di realizzare un anno fa. Chiaramente auguriamo al club toscano di salvarsi anche in extremis dal crack finanziario, ma siamo pronti ad intervenire per restituire dignità ad una società che ha 114 anni di storia e non merita un epilogo tanto inglorioso”.