(QUELLA DIFFICOLTÀ NEL MANDARE GIÙ CIBI SOLIDI, LIQUIDI O ENTRAMBI).
Il sostantivo femminile disfagia (dal greco difficoltà nel mangiare)può avere diverse cause. I disturbi della deglutizione costituiscono una sfida interdisciplinare per l’otorino, il gastroenterologo, il neurologo e l’esperto in medicina psicosomatica. <E’ una situazione nella quale il cibo non può essere deglutito normalmente, si arresta durante la progressione o si lascia dietro la sensazione di un ostacolo. Dolore assente> (w. Arnold, U Ganzer, S.Jurato. Otorinolaringoiatra 2005).
La disfagia è ben diversa dall’odinofobia (deglutizione dolorosa) e dal globo isterico o nervoso (sensazioni di stress, di corpo estraneo a livello del collo che non dipende dall’atto della deglutizione in completa assenza di evidenti cause anatomiche). Questa difficoltà alla progressione dei cibi solidi o liquidi attraverso la bocca, il faringe e l’esofago è riferita dal paziente come una sensazione che ciò che deglutisce aderisca alla parete digestiva. Si tratta di un’ostruzione meccanica (malformazione congenita; struma della base linguale; neoplasia orale; diverticolo ipofaringeo o esofageo, postumi chirurgici dopo tonsillectomia, stenosi dell’ipofaringe); disfunzionale motoria del faringe e/o dell’esofago (paralisi dell’ipoglosso ossia della lingua, del glossofaringeo ossia del palato molle; del nervo vago; pseudo bulbare, sclerosi multipla; morbo di Parkinson, ernia iatale, apoplessia, miastenia gravis, polimiosite, sclerodermia)?
Ci rendiamo conto di quante patologie organiche (non psicosomatiche) vengono chiamate in causa? E’ per tale motivo che molto spesso occorre un lavoro clinico interdisciplinare, in cui vengono chiamati in causa, ossia consultati, specialisti diversi. Dove sono oggi i bravi (quelli veri) internisti?
Quale medico, seppur plurispecialistica, che ha insegnato per diversi anni alla formazione dei medici di base, sono del parere che la sola anamnesi (sia passiva con la sola ascoltazione del paziente che attiva, ossia interrogandolo) fornisca una diagnosi presuntiva in circa l’ 80% dei casi. Debbo necessariamente pensare ad una disfagia tipo meccanica mentre quelle per i cibi solidi che liquidi può essere dovuta sia alla disfagie meccaniche in fase più tardiva piuttosto che essere presente nella fase iniziale di una disfagia motoria. . Un calo ponderale notevole in un paziente disfagico mi preoccupa se la perdita di peso è avvenuta spontaneamente. Anche una raucedine in questi soggetti mi deve far escludere un’invasione neoplastica del nervo laringeo ricorrente da una più banale laringite secondaria a reflusso gastroesofageo.
Anamnesi prima dell’esame obiettivo (visita medica) che può mettermi in evidenza una tumefazione a livello del collo oppure anche una patologia muscolo – scheletrica, neurologica. Una malattia dermatologica associata a severa disfagia (sclerodermia). Un rx dell’esofago (studio radiologico con pasto opaco) oppure un’esofagogastroscopia con prelievi bioptici mi evidenza una disfagia meccanica per cibi solidi dovuta a cause molto diverse: carcinomi, membrane congenite (sindrome di Plummer – Vinson), anomalie su base vascolare anche osteofitosi cervicale (ossa). L’ipotonia o l’ipertonia dello sfintere esofageo inferiore, il diverticolo di Zenker (estroflessione alta sulla linea mediana dell’esofago), la miastenia gravis, sia l’iper che l’ipotiroidismo, la miopatia da continua assunzione di farmaci corticosteroidi, la SLA (sclerosi laterale amiotrofica), il morbo di Parkinson, l’ictus, la sclerosi multipla sono tutte eziologie di disfagia oro – faringea nelle quali la difficoltà è nella deglutizione riguarda sia i cibi solidi che i liquidi. Per quanto concerne la disfagia, esofagea più bassa, (riguarda sia i cibi solidi sia liquidi) l’eziologia che ho riscontrato più spesso è “lo spasmo esofageo diffuso” che si manifesta con dolore toracico con carattere intermittente. La sclerodermia ha invece un andamento progressivo con associato bruciore di stomaco (pirosi).

Dottor Professor Aldo Ercoli
Specializzato in Cardiologia e Broncopneumatologia e esperto in Malattie Infettive.
Cardiologo già docente in Microbiologia ambientali, Medicina Naturale e di formazione dei medici di medicina di base.
































































