LA BURLA DELLA VILLA DEI GATTINI

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A Pompei non c’è nessuna “Villa dei gattini”, ha confessato candidamente Sebastiano Vianello su Facebook. Le immagini dei piccoli felini pompeiani, comunque, sono veramente deliziose.

Da un po’ di tempo a questa parte mi sto dilettando con questa nuova tecnologia per la creazione di immagini con l’“intelligenza artificiale”, ha rivelato sul suo account Facebook Sebastiano Vianello.

Dioniso fanciullo su una tigre, Casa del Fauno Pompei, presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli – MAN Museo Archeologico Nazionale di Napoli

E poi ha sottolineato, con una punta d’orgoglio: chi mi conosce sa che sono un Gattolico credente e praticante, quindi ho scelto di concentrare la mia attività creativa sul più piccolo ma non di meno nobile felino. E quelle dei gatti dell’antica Pompei non sono le uniche creazioni di Vianello. Secondo l’autore le immagini che ha creato e pubblicato in un post su Facebook – divenuto immediatamente virale – erano talmente inverosimili da non dover suscitare alcun dubbio, e proprio per questo Vianello non capisce perché sia stato accusato di aver messo in giro una vera fake news.

 

Gatto che addenta una quaglia, Casa del Fauno, Pompei, presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, riproduzione di Alinari – Fondazione Alinari per la Fotografia

Insomma secondo lui c’è una bella differenza fra una cosiddetta “bufala” e un “divertissement” d’autore, anche se non proprio conosciuto. Insomma, si tratterebbe di uno scherzo come quello dei giovani livornesi che gettarono in un fosso alcune teste scolpite imitando il famoso Modigliani e che alcuni noti critici d’arte scambiarono per autentiche. Certo una bella burla, proprio come questi splendidi felini immortalati in scena di vita domestica fra le mura di una domus pompeiana.

 

 

Micione dagli occhi verdi, creazione di Vianello – Pagina FB S. Vianello

Sta di fatto che la fake news viene prevalentemente creata e studiata appositamente per far credere alle persone qualcosa di falso, con l’intento di manipolarne il pensiero e la percezione della realtà, a tutto vantaggio di qualcuno o qualcosa – rincara la dose Vianello in un suo post fiume – mentre la burla, lo scherzo, prosegue, nascono invece dalla sacrosanta voglia di ridere e divertirsi, cosa che ci rende per alcuni aspetti molto diversi dalla maggior parte degli esseri viventi. Una cosa comunque è certa: Vianello si è fatto proprio una bella pubblicità. Lo “scherzo” è arrivato persino su “Bufale.net”.

Un gatto che gioca con la pallina, creazione di Vianello – Pagina FB S. Vianello

Lo stesso ufficio stampa del Parco archeologico di Pompei ha dichiarato che si tratta di una notizia nata sui social, assolutamente falsa, come assicura “Kodami”. Eppure fra le antiche mura delle ville pompeiane ci sono molte splendide scene di caccia e raffigurazioni di animali selvatici e domestici, una fra tutte quella forse più nota del “cave canem”, cioè attenti al cane, un bellissimo mosaico che si trova nell’ingresso della Casa del Poeta Tragico, oppure quella del cane a catena sempre all’ingresso della casa di Paquio Proculo.

Una scena con gatti, creazione di Vianello – Pagina FB S. Vianello

Ma nelle domus di Pomopei c’erano anche vere raffigurazioni di gatti. Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli si può ammirare un bellissimo mosaico di un gattino che gioca con il cibo, proveniente dalla Casa del Fauno – il piccolo sta addentando una quaglia – e anche un parente più imponente, una tigre con Diniso sulla groppa. Insomma già nel 79 d. C. i gatti erano assidui compagni di vita dell’uomo.

 

Rubrica a cura di Barbara e Cristina Civinini

Colonia felina del castello di Santa Severa https://gliaristogatti.wordpress.com