Il 31 agosto 1986, lo Zoo di Jersey, nelle Isole del Canale, fu teatro di un evento che catturò l’attenzione del mondo intero e contribuì a cambiare la percezione pubblica sui gorilla. Un bambino di cinque anni, Levan Merritt, in vacanza con la famiglia, cadde accidentalmente nel recinto dei gorilla da un’altezza di circa 3,5 metri, battendo violentemente la testa e perdendo i sensi. Mentre decine di visitatori atterriti assistevano alla scena, urlando e temendo il peggio, il grande gorilla maschio silverback, Jambo, si avvicinò con calma al corpo esanime del bambino.
Jambo, il cui nome significa “ciao” in Swahili, era un gorilla di pianura occidentale di 115 kg, noto al personale dello zoo per il suo temperamento mite, ma l’istinto protettivo verso i giovani del suo gruppo era sempre stato forte. Contrariamente alle paure della folla, Jambo non attaccò il bambino. Al contrario, si posizionò tra Levan e gli altri gorilla del gruppo, allontanando con un gesto deciso una femmina che si era avvicinata troppo. In un momento di incredibile delicatezza, Jambo accarezzò la schiena del bambino, un gesto che molti interpretarono come un tentativo di confortarlo o verificarne le condizioni.
Quando Levan riprese conoscenza e iniziò a piangere, Jambo, spaventato dalle urla del bambino e dalla confusione della folla, si allontanò con il suo gruppo, permettendo ai paramedici e al personale dello zoo di recuperare il piccolo, che aveva riportato una frattura del cranio e un braccio rotto. L’incidente, ripreso in un video amatoriale che fece il giro del mondo, dimostrò l’intelligenza, la sensibilità e la natura non aggressiva dei gorilla quando non si sentono minacciati, sfatando il mito del “gorilla selvaggio e aggressivo” spesso alimentato dai media.
Jambo divenne una celebrità internazionale, simbolo vivente dell’empatia animale. Morì nel 1992 per un’emorragia toracica, ma la sua eredità vive ancora oggi. Una statua in bronzo a grandezza naturale si trova allo Zoo di Jersey in suo onore, e la sua storia rimane un potente esempio del legame inaspettato e profondo che può esistere tra la fauna selvatica e l’umanità.
































































