Intervista allo scrittore Salvatore Uroni

0
473
salvatore Uroni

Nella tenace illusione del tempo, la città di Cerveteri cambia veste. 

In occasione della presentazione del romanzo dal titolo “ArmageddonGioacchino e la setta del Sole Nero“, incontriamo Salvatore Uroni, illustre scrittore da anni residente nel territorio cerite, per  immergerci, tra fantasia e realtà, in un’altra dimensione dove cultura, cronaca e spiritualità si fondono per un viaggio alla scoperta di noi stessi. Dopo una prima lettura, si può ripetere l’avventura più volte senza mai annoiarsi, percorrendo ogni volta un sentiero differente, mai soli. L’autore infatti guida saggiamente il lettore da uno stadio di consapevolezza all’altro, nei tre volumi che rappresentano il suo percorso spirituale.

Terminare le avventure di Gioacchino in questo catastrofico momento è un caso oppure no?
Il libro paradossalmente è come se vivesse in contemporanea con gli eventi che hanno colpito l’umanità. Come dire, rappresenta quasi un manuale che consente al lettore di trovare le chiavi di interpretazione alla situazione che stiamo vivendo.

Non è il primo libro, la storia si è iniziata due romanzi fa, come nasce quest’opera?
L’opera nasce per ispirazione, ho sentito la chiamata, ho tradotto un messaggio così come  l’ho intuito. Un messaggio che si sviluppa nel libro e rappresenta un percorso che non racconta solo una storia ma l’evoluzione della mia personalità in termini spirituali. Io stesso attraverso i personaggi vivo quelle esperienze per cui il Salvatore Uroni di oggi non è più quello del 2014, di quando uscì il primo libro. Questo percorso evolutivo di coscienza, di consapevolezza mi ha permesso di raccontare una storia ma anche di approfondire quei lati più o meno in ombra della mia personalità. Il libro si è rivelato uno strumento formidabile per capire meglio chi sono.

Scrivere dunque è stato terapeutico?
Per descrivere e dare un’identità ai personaggi è stata necessaria l’empatia psichica, cioè l’attitudine di calarmi nell’altro totalmente, quindi rappresentare Gioacchino, nella sua capacità di interpretare le cose, e sopratutto la sua capacità di analisi: Cosa mi sta succedendo? come devo agire?  É stata per me un’esperienza fruttuosa sotto questo aspetto, considera che in questo ultimo libro, i personaggi di una certa caratura sono 40. La destrezza con la quale sono passato da un personaggio all’altro, a sua volta, mi ha dato la possibilità di calarmi nel mio personaggio.

Affronti temi impegnativi, quanto è fantasia e quanto un’ipotesi di complotto?
É vero che il libro è un racconto di fantasia, creato appunto in questa modalità che mi consente di sviluppare un pensiero e dargli forma, ma per raccontare azioni ed eventi accaduti nei vari libri mi sono riferito a fonti attendibili e scientifiche. Mi piace mescolare fantasia e realtà e tutti i fatti riportati nei libri hanno una loro veridicità. Il famoso fulmine caduto sulla Cupola di San Pietro come pure l’episodio dei corvi che assalirono i colombi lanciati in aria dal Papa.

Per te il bene trionfa sempre?
Me lo sono chiesto più volte in questi anni. Il bene non è qualcosa che viene da fuori, il bene è un’energia che ha come fonte primaria l’amore. Energia universale che tutti viviamo perché ne siamo circondati. Si manifesta quando accogliamo questa energia e la trasformiamo in azioni e pensieri che si rivolgono in senso positivo sopratutto verso gli altri.

A proposito di amore, nel libro a Gioacchino viene ricordato che l’amore è libertà spirituale, che intendi?
L’amore ha come fondamento la libertà, nel senso che non può essere la catena che lega a se stessi, impedendo di evolversi e di realizzarsi. É sapere che tu come amante di quella persona sei garante della sua libertà spirituale. Che stai riflettendo te stesso nell’altro.

Richiede coraggio. Non non è difficile, siamo solo stati diseducati. Questo è un processo che rappresenta una fase importante in termini di consapevolezza, l’altro/l’altra, non sono diversi da me stesso perché nell’altro si riflette la mia persona. Lo specchio di tutte le mie contraddizioni. É vero, noi abbiamo paura.

Gioacchino è un ragazzo curioso, non tutti lo sono per natura e neanche hanno i giusti stimoli nell’ambiente in cui crescono. Quindi questo salto evolutivo è per pochi?
Quante volte si è detto ai bambini: non toccare, fermo, fai così, non fare quello! Così facendo si soffoca l’innata curiosità dei bambini. C’è un passaggio nel secondo libro, dove Gioacchino ha 14 anni, il passaggio con il mondo reale. L’inizio dei no, del contrasto con i genitori, traumatico per entrambi. Il figlio soffre nel mettersi contro i genitori sapendo di generare conflitti, ma è un passaggio necessario. Quando scopre, trovandosi in pericolo, il significato terribile della parola responsabilità.

Leggi il mio libro perché…
Intanto perché è una bellissima storia d’amore, i personaggi principali imbastiscono un rapporto che, per il modo in cui si svolge, è singolare: si innamorano, si separano presto, si ritrovano inaspettatamente nel terzo libro.

Sei un romantico?
Non come dicono a Hollywood, ma come dice Dante, Antico Amore.

Perché il Medioevo?
Cercavo un luogo dove i personaggi potessero muoversi, per materializzare gli avvenimenti, è capitato per caso in un bel giorno di ottobre di essere invitato per una gita ai giardini di Ninfa. É stato amore a prima vista, quello era il luogo dove i personaggi dovevano muoversi, contattai la Fondazione Caetani ed iniziai a studiare le mappe. Ho fatto risorgere una città.

Il nome del personaggio è casuale?
É un nome insolito, è vero. L’ho scoperto nel tempo perché Gioacchino, ho iniziato con le filastrocche cercando un nome per un bambino fuori dal comune. Razionalmente non te lo saprei dire, in termini di energia è stata un’attrazione, poi ho approfondito. Perché Gioacchino? Non è uno qualunque, è un personaggio biblico anche se si parla più di sua moglie Sant’Anna. I due si sposarono ma non ebbero figli, per la religione ebraica del tempo chi non aveva figli voleva dire che era maledetto da Dio. Si separarono per questo, lui andò nel deserto lei rimase in città, come fosse vedova. Entrambi ebbero un sogno: Dio annunciò alla coppia che era il momento che si riunissero perché dalla loro unione sarebbe nata una bambina. Lui torna, si incontrano, c’è un meraviglioso dipinto di Giotto che raffigura l’incontro nella Cappella degli Scrovegni a Padova. In un bacio sulla guancia ci vede tutta l’emozione che provarono, un bacio rivoluzionario, mai visto prima in pittura. Come Dio disse nacque Maria. Da Lei nasce il Salvatore!
Sono rimasto costernato, è nato dal profondo e l’ho compreso man mano che scrivevo. Cecilia chi è? Sono andato a vedere anche lei, una martire. La mia Cecilia è una guerriera, che contiene e manifesta lo spirito dell’altra, quella ricordata nella Basilica.

Cultura e cronaca si intrecciano su più livelli, senza l’adeguata conoscenza il tuo libro potrebbe non essere compreso, rimanere un romanzo fantasy, è stato difficoltoso scrivere un testo così strutturato?
Questo è un libro per tutti, con diversi piani di lettura. A seconda del livello di consapevolezza, il lettore riceve un messaggio.

Qual’è il primo passo per riuscire a scrivere un libro per adulti?
I livelli non sono frutto di un calcolo ma frutto di un racconto che mano mano si è composto di fatti che accadevano e delle mie esperienze passate, della mia continua ricerca in campo filosofico e storico. Conosciamo tutti Giordano Bruno, un eretico che si scontrava con una visione comune e dominante che ha messo in discussione e per questo ha pagato.

C’è un Giordano Bruno oggi?
Ce ne sono tanti, i Giordano Bruno sono tutti coloro che non accettano passivamente ciò che gli viene presentato. Io devo essere in grado di capire se gli spaghetti sono scotti o cotti al punto giusto. Se ingoio tutto senza capire consistenza, senza sentire i profumi neanche i significati, non sono nessuno.

Gioacchino è un eroe? Gli eroi non esistono più, anzi lui è l’antieroe tutto sommato, perché non nasconde le sue fragilità, ha paura per se stesso, per i genitori, per Cecilia ma nonostante tutto agisce. Non è spavaldo, è il manifesto delle paure dell’intera umanità.