INTERVISTA A ENZO CASERTANO

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ATTORE PARTENOPEO
PARTENOPEO A TUTTO TONDO CON UNA BRILLANTE CARRIERA DA ATTORE CARATTERISTA.

di Mara Fux

Balza dal palcoscenico allo schermo traghettando lo spettatore in vicende ora drammatiche ora esileranti ma sempre e comunque appassionanti.

Enzo, sei un po’ come il prezzemolo: sei dappertutto!
Beh, non mi posso lamentare perché sono sempre in movimento per lavoro e lamentarsi di lavorare è irrispettoso soprattutto di questi tempi.

Iniziamo con una curiosità sulla serie del momento, Mare Fuori: da napoletano che ne pensi?
Confesso che non ne ho ancora visti 5 minuti anche se ne ho sentito tanto parlare per cui, proprio come è stato il boom de “La casa di carta” che a un certo punto te la devi vedere, me la vedrò anche perché ci sono dentro tanti attori bravi che conosco a cominciare da Carmine Recano.

Certamente sai che Mare Fuori s’accentra nel carcere minorile ma prima di lei Gomorra era per le strade ma sui titoli di coda di ambedue si parla di “promozione della città campana”. Perché promuovere Napoli attraverso eroi negativi?
Penso che la scelta di chi emulare sia all’intelligenza di chi guarda la fiction più che di chi la fa. La cinematografia in passato ha prodotto film come Il Padrino o Il Camorrista, tanto per dire che l’eroe negativo c’è sempre stato; è che starebbe al buon senso delle famiglie spiegare ai figli cosa va e cosa non va fatto ed insegnare a trattare il male come una cosa negativa che non va fatta.

Dalla tua infanzia a oggi Napoli è cambiata?

Francesco ProcopioNapoli è una città bellissima, solare, piena di luce e di allegria. Quando ero piccolo ai Quartieri, è vero, non ti potevi avvicinare ma oggi è tutto un fermento di attività e colori che non hanno niente a che fare con la criminalità organizzata descritta dalle serie televisive. Gli stessi napoletani hanno capito che è meglio far venire i turisti per vendere souvenirs anziché sfilargli il portafoglio per delinquere.

Passiamo a te: sei uno degli attori caratteristi più ricercati sui set ed in teatro. Quando hai scoperto questa vocazione?
A Natale dell’88 quando a scuola mi trovai ad interpretare ruoli buffi in un paio di scenette e il successo che ottenni cambiò la visione di me agli occhi degli altri traendomi fuori dall’angoletto dove ero stato fino a quel momento per fare di me una persona di primo piano.

Il seguito fu solo gavetta?
No, mi iscrissi all’Accademia Napoletana di Teatro diretta da Armando Marra, un caratterista molto bravo che aveva lavorato coi De Filippo e Fellini. Un’esperienza importante per farmi conoscere tanti altri ragazzi che avevano la stessa passione mia. Al termine, dopo due anni di spettacoli qua e là, sono entrato nella compagnia di Aldo Giuffré un attore di qualità, molto conosciuto amato e popolare che nel curriculum annoverava compagni di lavoro come De Sica, la Loren.

La tua grande occasione?
Sì o quantomeno quella che mi ha portato a raggiungere una popolarità professionale come attore di teatro, televisione, cinema e come doppiatore.

Nello schermo ricopri spesso ruoli istituzionali
È quello che più mi viene richiesto ma quelli che preferisco sono i ruoli più umani; nella serie “Le fate ignoranti” ho avuto modo di esprimermi esplorando nuove sensibilità come anche nel film “Anima bella” dove interpreto uno psicologo che diventa un riferimento quasi paterno per la sua assistita; quindi, un personaggio istituzionale come quello dello psicologo l’ho potuto far diventare umano. Personaggi molto differenti dal bancario che ho fatto per Pif in “E noi come stronzi rimanemmo a guardare”.

Pellicole in uscita?
Il film di Francesca Archibugi “La storia” tratto dal libro di Elsa Morante, romanzo che narra di una ragazza divenuta madre per una violenza subita da un tedesco in guerra. Io qui sono un padre di famiglia che accoglie questa mamma con bambino riempiendola di dolcezza. Poi “Finalmente l’alba” di Saverio Costanzo, una coproduzione americana ambientata negli anni ’50 in cui interpreto il padre della protagonista, con un cast internazionale, tra cui Willem Dafoe, Lily James, Joe Keery.