La vita da pendolare è ormai un incubo per ladispolani e cerveterani.
Il nuovo anno si apre come il vecchio. Ritardi, scioperi e soprattutto la mancanza di posti per la disputa ormai quotidiana tra pendolari e crocieristi. Da Roma Termini le corse verso il litorale sono sempre stracolme con gli scompartimenti strapieni di turisti con le valigie che occupano anche i corridoi.
Per chi prende il treno sulla Fl5 da Civitavecchia, Santa Marinella, Cerenova e Ladispoli è un mantra che si ripete ogni giorno. Lavoratori e studenti non ne possono più. Già nello scalo di Ladispoli si fa fatica a salire sulle carrozze e in molti, negli orari di punta, sono costretti ad attendere i treni successivi.
I “forestieri” utilizzano le corse normali dei pendolari perché quelle a loro dedicate del “Civitavecchia Express” costano di più. Il fatto che offrano un collegamento rapido tra il porto e le stazioni della Capitale passa in secondo piano rispetto al prezzo. I problemi non finiscono qui per via delle comunicazioni errate. “Il treno fermerà nelle prossime stazioni di Maccarese, Torre in Pietra e Cerveteri-Ladispoli”.
Il semplice annuncio sui regionali all’interno degli scompartimenti continua a mandare in tilt i turisti. Insomma, la voce registrata è sempre la stessa nonostante la stazione ormai da 20 anni sia stata denominata Ladispoli-Cerveteri. Fu una lunga battaglia dei ladispolani che riuscirono nell’11 dicembre del 2005 nell’intento di raggiungere questo obiettivo.
La nuova designazione da Cerveteri-Ladispoli a Ladispoli Cerveteri arrivò anche grazie l’impegno dell’ex sindaco, Gino Ciogli. Dunque rivalità risolta con i cugini etruschi, però i disagi restano per migliaia di persone. E non sono soltanto inglesi, americani, spagnoli e tedeschi ad andare in confusione rischiando di non scendere in tempo.
A Ladispoli in questi giorni si è fatta sotto anche la classe politica invocando una corsa in più la domenica mattina. Una richiesta ufficiale alla Regione Lazio dei comuni di Ladispoli e Cerveteri. La proposta, in seguito alla battaglia del Codacons è stata presentata al vicepresidente regionale Giuseppe Emanuele Cangemi dall’assessore ladispolano alle Attività produttive e commercio, Daniela Marongiu e dal consigliere comunale cerveterano, Gianluca Paolacci. Gli utenti pretenderebbero un treno in più nei giorni festivi, quello delle 5.30.
Traffico e spese. E non è che vada meglio per chi decidere di andare al lavoro in auto. «L’aumento del pedaggio è una vergogna. Ogni anno i cittadini vengono vessati». Non ci stanno le associazioni di categoria per il rincaro dei caselli autostradali di Maccarese-Fregene e Civitavecchia Nord. Biagio Camicia, presidente di Consumatori Italiani Più Forti, racchiude un po’ le proteste di migliaia e migliaia di persone. Ormai il costo è arrivato a 2,60 euro con la maggiorazione di 10 centesimi.
«Nell’indifferenza generale il casello dell’autostrada più percorsa dai romani e dai cittadini del nostro litorale – accusa Camicia – è aumentato e la cosa è insostenibile è che negli ultimi 10 anni i costi per andare a lavorare si sono alzati almeno del 50%. È una delle tratte più care d’Italia».
Brutte notizie per i cittadini di Ladispoli e Cerveteri e per quelli delle frazioni di Fiumicino come Palidoro e Passoscuro. L’adeguamento delle tariffe per un pendolare lavoratore diretto nella Capitale o a Civitavecchia inciderà ancora di più arrivando almeno a 5 euro al mese, circa 60 euro in un anno. «Sembra poco – interviene Daniele Giacomozzi, ladispolano – ma per chi ha una famiglia è una spesa in più che ci regalano quasi ogni anno. Una situazione insostenibile ma tanto le nostre parole restano al vento».
Infuriati i cerveterani che negli orari di punta, per sfuggire agli incolonnamenti sulla Settevene Palo e sulla via Aurelia, imboccano l’A12 fino allo svincolo di Torrimpietra per poi prendere la statale in direzione Roma. «Si paga troppo ormai in autostrada – spiega Ylenia – per recarmi a lavoro preferisco la statale anche se il traffico ti snerva. Prima ci vuole mezz’ora per uscire da Cerveteri, poi tra semafori e altro ci impieghi due ore. L’alternativa è l’autostrada ma i costi sono diventati inaccessibili».






























































