Rubrica di archeologia a cura del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite (GATC).
Sappiamo bene quanto sia lungo, impegnativo e ricco di sacrifici il percorso formativo necessario per giungere alla nomina di “Archeologo”, che si ottiene attraverso un ulteriore dottorato dopo la laurea.
In una Nazione come la nostra, approdo ultramillenario di genti portatrici di Culture e fisionomie diverse, il fascino della comprensione delle origini coinvolge moltissime persone, spesso non addette ai lavori e non esclusivamente archeologi. Le domande ancestrali, insite nel Sapiens, relative alla comprensione delle genti che ci hanno preceduto, sono latenti in ognuno di noi.
Negli anni Sessanta e Settanta del Novecento iniziarono a formarsi nuclei di cittadini attorno alle attività condotte dagli archeologi di allora. Il desiderio di partecipazione si espresse grazie ad alcuni “visionari”, tra tutti Ludovico Magrini, giornalista e fondatore dei Gruppi Archeologici d’Italia, che seppe intercettare i moti di conoscenza che agitavano gli appassionati dell’epoca.
Tra mille difficoltà, ostruzionismi politici e non solo, nacquero gruppi operativi di supporto agli archeologi, dediti alla manutenzione, alla ripulitura e talvolta anche al supporto alle attività di scavo, laddove richiesto.
Puntando la lente sul territorio Cerite, contiamo oggi numerosi Gruppi di Volontariato Archeologico, artefici di salvaguardia, cura e denuncia di possibili vandalismi nei numerosissimi siti presenti. Il volontariato del territorio Cerite – da Ladispoli a Tolfa, passando per Cerveteri, Bracciano, Manziana e oltre – è composto da un movimento eterogeneo di persone provenienti da luoghi diversi, con professioni diverse, generalmente accomunate da una forte sensibilità verso la tutela e la conoscenza del territorio in cui vivono.
Nell’attuale società, sempre più tesa al frazionamento delle reti sociali, al “Dividuo” e non all’ “In-dividuo”, la possibilità di condividere emozioni culturali e archeologiche, consente la creazione di bacini di umanesimo assolutamente inaspettati. In essi trovano spazio anche i desideri più profondi: essere riconosciuti, avere un ruolo, esorcizzare la solitudine, dare dignità al proprio ego, cogliere occasioni per studiare ciò che era rimasto a lungo solo un’idea mai realizzata.
Il volontario, attivosia nella manutenzione che di supporto allo scavo archeologico,inizia ad osservare i particolari, le forme, i colori delle mura, dei materiali antichi, delle tessere di mosaico, dei frammenti presenti nel sito: si manifesta quella pedagogia della osservazione assolutamente necessaria per comprendere la Storia e le epoche archeologiche. Come ben si evincel’ esperienza del volontariato archeologico è davvero “ Totale” , è una vera e propria immersione nel tempo storico, spesso generativa di studio e approfondimento, azione che promuove il volontario in percorsi culturali inaspettati, consegnando l’ importanza della sua opera : quella di preservare e divulgare con le azioni di concerto, la Storia del territorio alle nuove generazioni, assoluta responsabilità e compito di ogni popolazione.
Fondamentale è la sinergia con le Soprintendenze, ciò che in passato fu difficile comprendere, era il grande potenziale rappresentato dal dialogo e collaborazione attiva con queste Istituzioni. Con un territorio archeologicamente vastissimo e in un contesto culturalmente difficile, erede delle macerie della seconda guerra mondiale, le Soprintendenze si sono trovate ad operare difficili controlli e contenimenti delle azioni di vandali, tombaroli e imprenditori senza scrupoli, cercando di contenere quella che fu l’ ondata di cemento armato del dopoguerra in aree preziosissime. Gli attriti con il mondo del volontariato non mancarono, vi fu un inizio difficile e caratterizzato da profonde diffidenze e incomprensioni. Oggi i rapporti sono estremamente mutati, la crescita professionale delle associazioni di volontariato archeologico e le nuove visioni delle autorità di Soprintendenza, hanno creato quella piattaforma organizzativa e distensiva di collaborazione attiva. Si restituisce al cittadino l’ opportunità di operare attivamente sul bene dello Stato ( quindi di tutti) e di offrire un grande aiuto di tutela e controllo verso le Autorità preposte. Da tenere bene presente che il volontariato, declinato in tutti i suoi generi, non può e non deve sostituire posti di lavoro , cardini imprescindibili della nostra Costituzione!! Il Volontariato, in questo caso archeologico, deve avere il ruolo di tutela e di indicazione di esigenze per offrire poi la necessità di dare spazio alle professionalità preposte.
Il mio intimo auspicio è che chi legge possa maturare il desiderio di partecipare a questa esperienza totale, nella quale fare rete significa anche diventare “famiglia”, nella meravigliosa emozione di toccare la Storia. Sulla esperienza maturata negli anni 80’ e 90’ del secolo scorsonell’ambito del volontariato archeologico, è nato il GATC ( Gruppo Archeologico del Territorio Cerite). Attualmente conta circa 350 tesserati con 5 settori operativi: due scavi a CastrumNovum e Monteleone Sabino, tre siti di manutenzione e indagini archeologiche, Necropoli del Laghetto, Macchia Grande di Manziana e AquaeCaeretanae. L’opportunità di operare a stretto contatto con gli Archeologi, consegna ai volontari la possibilità di approfondire tematiche ad ampio raggio, di studiare o ristudiare aspettirelativi a frammenti, marmi, forme vascolari, tessere di mosaico, materiali di vario genere, dove l’ interesse trova approdo in facoltà universitarie, meta per Lauree spesso generate da questa esperienza.Il grande patrimonio archeologico del territorio, vissuto attraverso il volontariato, assurge a ruolo pedagogico, a nuova forma di educazione, creando quella struttura antropologica, tipica dei nuclei umani consapevoli delle proprie origini. In un quotidiano perso nelle innumerevoli consegne ed obblighi, dove l’ attenzione ed osservazione vengono spesso meno, possiamo riconquistare crescita e consapevolezza, poiché la conoscenza della Storia è il grimaldello di apertura alla Bellezza e antidoto contro il buio della Mente.
Roberto Della Ceca
Vicepresidente delGruppo Archeologico del Territorio Cerite





























































