Il vicesindaco di Ladispoli Renzo Marchetti guarda al futuro

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intervista Marchetti

Traccia un bilancio su opere pubbliche e sociale.
«Sarà difficile governare dopo Grando, ma uniti si tornerà a vincere».

Avvocato di professione, vicesindaco con deleghe importanti a Trasporti, Viabilità, Project Financing e Municipalizzata con un occhio al futuro, per una Ladispoli che cresce, senza dimenticare il passato. Renzo Marchetti (Fdi) analizza i suoi settori di competenza, non tralasciando l’aspetto politico.
Intanto i trasporti. Tanti disagi per i pendolari. Non si trova nemmeno più posto sui treni. Cosa può fare il Comune?
 «Abbiamo un dialogo costante con le Ferrovie. Sono svariate le richieste, dal treno acceso di notte, alla corsa in più domenicale per gli utenti. Credo sia arrivato il momento di sostituire la stazione Ladispoli-Cerveteri solo con Ladispoli, anche per non generare più confusione tra i turisti».
Riguardo al trasporto locale?
 «Non ci sono difficoltà ma il servizio è stato accentrato, la Regione ha effettuato un bando, magari ci sarà una proroga fino ad aprile. Ma non saremo più noi come Comune ad occuparci della gestione ma la Regione appunto, con la società che vincerà la gara».
Perché non ci sono collegamenti serali tra Ladispoli e Cerveteri?
«Le corse erano state sospese per alcuni episodi di vandalismo. Era un servizio utile soprattutto per i giovani cerveterani per raggiungere Ladispoli ma la ditta forse ha preferito salvaguardare l’incolumità degli autisti. Riguardo al trasporto, a breve avremo nuovi scuolabus che sostituiranno quelli obsoleti. Li stiamo già immatricolando ed entreranno nel nostro parco veicoli già in questa stagione scolastica».
Andiamo al sociale. Circa 80mila euro sono andati in fumo: il consiglio comunale a Cerveteri non ha votato la nascita del Consorzio. Come l’avete presa?
 «Siamo molto amareggiati, ecco perché dico sempre che vale la pena avere un’amministrazione solida. In questo caso la questione incide a cascata anche sul nostro Comune. Ed è un peccato, specie per le persone che hanno più bisogno. Dal canto nostro abbiamo preso per mano la situazione del sociale dal 2017. Eravamo in predissesto. Non abbiamo mai fatto mancare soldi sul sociale, piuttosto abbiamo tagliato su altri servizi. Ora però abbiamo un potere di bilancio diverso. Col tempo siamo stati sempre accorti, e come una formichina abbiamo messo da parte. Ad oggi ci possiamo permettere i concerti e i palinsesti estivi che attirano anche turisti. Il discorso va di pari passo. Ladispoli se lo può permettere perché abbiamo riequilibrato i conti».
È vero che c’è un piano di viabilità anche con nuovi limiti a 30 chilometri orari?
 «Ora vedremo dove e se intervenire, magari anche con dossi o dissuasori. In questi anni si sono verificati troppi incidenti, spesso per distrazione. Sul lato degli interventi credo alla nostra Giunta non possa essere rimproverato nulla. Ben 11 milioni utilizzati per il rifacimento del manto stradale e dei marciapiedi. Cantieri sono stati avviati nelle campagne, e non era stato mai fatto prima. Va detto».
Crescono i centri commerciali, l’Aurelia è sempre più caotica. A che punto è l’iter per il terzo ingresso dalla statale a viale Mediterraneo?
«Il progetto si è un po’ arenato, non per colpa nostra. Avevamo avuto un dialogo con i privati perché, ricordiamo, per il nodo viario dovrebbero essere espropriati dei terreni. Quindi ad oggi non ci sono novità».
E l’ingresso nord? Forse andrà peggio con l’apertura del cine-teatro e di un nuovo centro commerciale. Quali contromisure?
«Stiamo studiando delle alternative per sopperire al traffico che potrebbe aumentare. Ovviamente siamo contenti per le opere che rendono Ladispoli ancora più importante, però è chiaro ci vogliono altrettante soluzioni adeguate».
Sul tema delle opere e della viabilità molto si è parlato del mercato ortofrutticolo e del parcheggio multipiano. Che ne pensa?
«Stiamo cercando sempre di trovare un equilibrio per le esigenze del cittadino, ma ci sono anche quelle del decoro e della quiete pubblica. Sono molto affezionato al mercato lì dove si trova ma arrivati a questo punto bisogna prendere per mano la situazione e scongiurare il collasso in centro. Lo stesso vale per il multipiano. Aggiungo che abbiamo preso un finanziamento per il lungomare centrale che sarà interattivo, con wi-fi, arredi, colonnine per i turisti».

Riguardo alla politica che fase sta attraversando il centrodestra? Come sarà il dopo Grando visto che si voterà tra un anno e mezzo e non potrà più ricandidarsi? «La cosa che ci tengo a dire è che sarà difficile governare dopo Alessandro Grando. Ha dato una svolta alla città e lo ha fatto con dedizione e professionalità, tant’è che è stato premiato con la vittoria al primo turno nel 2022. Da politico nel direttivo provinciale e nell’assemblea nazionale di Fdi, mi confronto con gli amministratori di tutta Italia e ne è stato apprezzato il modo di governare. Si prende le responsabilità, ha le sue idee e le porta avanti».

 

Ma il centrodestra è diviso? «Chi lo dice vuole minare la nostra solidità. Ci sono già delle valutazioni su chi possa essere il post Grando, dialogheremo con tutte le forze, partitiche e civiche. Sono convinto e spero che il centrodestra presenti un unico candidato. Se andiamo insieme credo ci sarà poco da fare per le altre forze politiche».

 

E il ruolo di Fratelli d’Italia? «Il partito anni fa era nato in una certa maniera e alcuni personaggi hanno minato la credibilità. Ora abbiamo preso in mano il partito e tra un anno ci sarà una election day. Si voterà il sindaco e il Governo. Avremo una spinta superiore. Sicuro il gap con le liste civiche è diminuito».