IL ROGO IN PARROCCHIA: «LA NOSTRA COMUNITÀ HA REAGITO»

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PARLA DON MIMMO DOPO LE FIAMME CHE HANNO DISTRUTTO LA SAGRESTIA DURANTE LA MESSA. UN ANNO FA CI FU UN ALTRO INCENDIO.

«La nostra comunità ha reagito, si è messa in moto sin da subito e questo è un fatto davvero incoraggiante». Parole di speranza da parte di don Giandomenico Di Giannandrea, per tutti a Cerenova don Mimmo. La parrocchia San Francesco d’Assisi si è già messa in moto per salvare il salvabile e programmare i futuri cantieri. Però è stato senza dubbio un duro colpo quanto accaduto cinque giorni fa, domenica delle Palme, nella settimana che inoltre introduceva alla Santa Pasqua.

Intorno alle 8.30 è esploso improvvisamente un rogo nella sagrestia con il fumo che ha avvolto la chiesa dove era in corso la messa con almeno 100 fedeli presenti. A celebrarla il viceparroco, visto che don Mimmo stava confessando. Momenti davvero di panico. «La messa era iniziata, poi tutto quel fumo ci ha avvolto. Dentro c’erano anche dei disabili in carrozzina. Ci è andata bene», è il racconto della signora Paola in lacrime. La gente in fuga in mezzo alla strada, i parrocchiani pronti ad accertarsi che tutti fossero usciti fuori, compresi i più anziani sotto choc. Non c’erano bambini a quell’ora. Una fortuna.

L’incendio però aveva preso forza distruggendo la sagrestia con tutto quello che c’era dentro. Calici, ostie, patene, vesti ecclesiastiche, libri liturgici, paraventi, arredi e crocifissi. Uno in particolare non si trovava più, a un certo punto si è temuto un furto. Poi invece si è scoperto che qualcuno lo aveva messo al riparo nel giardino. Provvidenziale l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Cerenova e Bracciano impegnati con almeno tre automezzi. Presenti i vigili urbani e i carabinieri e della stazione di Cerveteri di via Pertini.

La messa si è svolta poi all’aria aperta grazie alla collaborazione di tutti. L’odore acre si è sentito in tutto il quartiere e pure nel classico mercato della domenica. I danni sono ingenti si parla di decine e decine di migliaia di euro tra oggetti ormai persi e travi da ristrutturare completamente. «Non sappiamo ancora quali possano essere i danni materiali – aggiunge il prete di Cerenova -, oltre a quelli morali. I nostri fedeli ci hanno dato una mano davvero e grazie alla loro prontezza alcune cose sono integre. La sagrestia purtroppo è inagibile e saranno necessari dei lavori importanti».

Per quanto riguarda la chiesa non dovrebbero esserci difficoltà per i tre giorni festivi a patto di ottenere il certificato di avvenuta sanificazione dell’ambiente. L’importante comunque è che la chiesa non abbia riportato danni. Da stabilire ora le cause dell’incendio.

Al momento non è stato possibile accertarne la natura proprio perché la sagrestia è stata completamente incenerita. L’ipotesi più probabile dei pompieri comunque è che si sia generato un corto circuito da una presa elettrica del frigorifero. Ma serviranno forse ulteriori accertamenti per avere il quadro più chiaro.

La sagrestia per altro era andata già a fuoco il 12 dicembre del 2021 e sempre i vigili del fuoco avevano impedito che bruciasse la chiesa di San Francesco. È arrivato anche il messaggio consolatorio del vescovo. «Mi stringo con affetto alla comunità di Marina di Cerveteri – sostiene il monsignor Gianrico Ruzza – per l’incendio divampato nella sagrestia. Ringraziando Dio, pur se ci sono stati danni materiali, le persone sono rimaste illese. La diocesi di Porto-Santa Rufina si unisce in preghiera al parroco don Domenico Giannandrea e ai fedeli perché possano vivere la Settimana Santa guardando alla speranza della Pasqua del Signore».

E poi quello del sindaco cerveterano. «Doveva essere una domenica di festa – scrive Elena Gubetti -, avremmo celebrato la processione delle Palme che ci avrebbe introdotto ai riti della settimana Santa e invece un grave incendio, che fortunatamente ha fatto solo danni materiali, ha danneggiato la sacrestia della chiesa. È in questi momenti più che mai, che le comunità, si stringono e si fanno forza senza perdere mai la speranza. Un grande abbraccio a Don Domenico che saprà essere riferimento e guida».