La sintomatologia varia da paziente a paziente anche se una febbricola, il dolore addominale, la diarrea cronica e la perdita di peso sono i segnali clinici più comuni nel Morbo di Crohn. E’ questa una malattia infiammatoria cronica intestinale che può colpire tutto l’apparato digerente, dalla bocca all’ano. Nella stragrande maggioranza dei casi (96%) sono coinvolti l’ultima parte dell’intestino tenue (ileo) ed il colon.
Quali le cause? Non vi sono certezze. Come per l’altra grande malattia infiammatoria intestinale, la rettocolite ulcerosa, si sospetta una genesi autoimmunitaria. Si ipotizza che componenti diabetici, batterici, altri microrganismi, autoantigeni (non si sa chi e perché) attivino le cellule immunitarie dell’intestino con conseguente rilascio di citochine e mediatori infiammatori.
E’ un vero e proprio incendio intestinale che devasta in maniera discontinua, risparmiando alcune zone e lasciando in altre ulcerazioni, ispessimenti, fissurazioni.
La diagnosi è possibile solo con l’endoscopia digestiva e l’esame bioptico. Solo cosi si evidenzia una flogosi transmurale, a tutto spessore. Solo cosi si spiegano, in alcuni casi, le fistolizzazioni: entero – enteriche; entero – vescicali con pollachiuria (esagerata frequenza nelle minzioni) e pneumaturia (emissione di urine alternate con aria); entero vaginali e uretrali con emissioni di feci da questi organi. Talvolta vi sono anche fistole tra canale anale e cute.
Nella localizzazione colon – rettale un segnale sintomatologico è la diarrea con sangue e muco dal rettoassociata a tenesmo (tensione dolorosa accompagnata da sensazione di bruciore e da bisogno continuo di defecare; avvertita a livello dell’ano). Sono frequenti proprio a livello anale le fistole e gli ascessi recidivanti, talora è presente anche incontinenza fecale. Qui tutto è imprevedibile. Nel 30% dei casi il morbo di Crohn può esordire a “ciel sereno”, all’improvviso, quando meno te lo aspetti. A livello del ileo terminale (ultima parte dell’ intestino tenue) un dolore addominaleacuto può simulare (diagnosi differenziale) un’appendicite acuta oppure un’occlusione intestinale.
La bravura di un medico si dimostra in questi casi (anamnesi, interrogatorio, semeiotica, palpazione). In questa sede la diarrea non è ematica (con sangue) come nella localizzazione colon rettale. Vi è dolore addominale con o senza grasso nelle feci (steatorrea). Non di rado è anche possibile apprezzare, alla palpazione una formazione, una massa solida situata nella fossa iliaca destra.
Nella maggior parte dei casi (70%) il Crohn esordisce in modo insidioso, subclinico, ma pur sempre imprevedibile. Non è risparmiata (anche se molto meno frequente dell’ano-retto) persino la bocca con la presenza di una mucosa “acciottolato romano”, ulcere aftoidi, glossiti (lesioni flogistiche della lingua), stomatiti (infiammazione della mucosa orale). Il deficit minzionale può provocare anemia, edemi degli arti inferiori dovuto ad ipoprotinemia (ipoalbuminemia), tetania (carenza di calcio), deficit di vitamina A e K, di elettroliti (Potassio, Magnesio, Zinco, Calcio), osteomalacia (demineralizzazione scheletrica generalizzata, da insufficiente fissazione osteocalcica sulla trama proteica dell’osso che risulta “rammollita”).
E’ la flogosi, ossia l’infiammazione della mucosa intestinale, quella che comporta una sindrome da malassorbimento di acqua, elettroliti, sali minerali, proteine e vitamine.
Le complicanze più frequenti? La perforazione intestinale (addome acuto con alvo senza feci ne gas) e, seppur più raramente, il megacolon tossico (1-2%):dilatazione segmentaria con distruzione dei plessi nervosi intramurali, febbre e distensione addominale. Gravi anche la stenosi intestinale, l’emorragia irrefrenabile e la cancerizzazione. In questo proteiforme quadro clinico è essenziale la diagnosi precoce per procedere ad un adeguata terapia.
E’ l’endoscopia digestiva con esame bioptico è quella che ci consente la diagnosi: ulcerazioni e stenosi lineari del lume intestinale, aree di iperplasia ed edemaalternate a zoneatrofiche e cicatriziali che conferiscono alla mucosa un caratteristico aspetto ad “acciottolato romano”.
La rettocolite ulcerosa, altra malattia infiammatoria intestinale, ha reperti endoscopici differenti che vanno dall’iperemia diffusa o focale con sanguinamento da contatto alla presenza di essudati mucopurulenti, con piccole ulcere singole o multiple fino a grosse ulcere in gran numero ed emorragie spontanee.
Crohn e rettocolite, oltre alle verosimili patogenesi autoimmune, hanno un’ incidenza maggiore tra i 20 ed i 30 anni trai 60 ed 80 anni.
Aldo Ercoli

































































