PERCHÉ TASSARE I PENSIONATI SE ESISTE IL “MODELLO NAPOLI”?
Riceviamo e pubblichiamo
“L’attuale strategia sulla tassa crocieristi è una presa in giro. Inseguire una legge su una nuova “tassa di sbarco” statale significa perdersi in tempi legislativi biblici mentre la soluzione è già a portata di mano. La risposta di qualsiasi Governo sarà scontata: “Mettetevi d’accordo con l’Autorità Portuale, come ha fatto Manfredi a Napoli (presidente Anci)”.
“L’attuale strategia sulla tassa crocieristi è una presa in giro. Inseguire una legge su una nuova “tassa di sbarco” statale significa perdersi in tempi legislativi biblici mentre la soluzione è già a portata di mano. La risposta di qualsiasi Governo sarà scontata: “Mettetevi d’accordo con l’Autorità Portuale, come ha fatto Manfredi a Napoli (presidente Anci)”.
A Napoli non si aspettano leggi: si applica il “ristoro demaniale”. Con la convenzione del maggio 2025, l’AdSP rimborsa al Comune persino il costo orario dei Vigili Urbani che regolano i flussi portuali, alimenta un fondo per rifare l’asfalto distrutto dai Tir e paga la pulizia straordinaria alle partecipate comunali. Manfredi ha trasformato caos e buche in entrate certe. Senza scomodare il Parlamento.
Già oggi l’AdSP di Civitavecchia incassa circa 3,60 € a passeggero per security e navette. Al Comune resta zero. Basterebbe una convenzione stile Napoli da soli 0,50 € a crocierista per incassare 1,85 milioni di euro. Sono quasi cinque volte i 400.000 euro che il Comune vuole raschiare aumentando l’IRPEF ai più poveri, quelli che persino Stato e Regione hanno scelto di esentare.
Abbiamo il divieto di balneazione su tutto il litorale del centro urbano dal porto alla Lega Navale, un danno economico spaventoso. Abbiamo strade ridotte a groviera dal passaggio incessante di Tir, NCC e pullman turistici che portano ricchezza altrove e lasciano a noi solo le buche e lo smog. E poi c’è la beffa Ambientale. Con la centrale spenta, il porto è diventato ufficialmente il primo inquinante della città, un gigante che va messo sotto sorveglianza stretta, ma i cui costi di monitoraggio non possono ricadere sulla collettività. Che almeno entri nell’Osservatorio al posto dell’Enel.
Civitavecchia deve farsi ripagare. Ma qualcuno si deve muover…e deve farlo ora!”
Pietro Tidei





























































