IL MUSEO DEL CASTELLO DI SANTA SEVERA

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UN MUSEO CHE RACCONTA LA STORIA E L’ARCHEOLOGIA DEL COMPLESSO MONUMENTALE.

Nel 2017, dopo tanti anni di battaglie, progetti e attese, alla presenza del presidente della Regione Lazio, e di numerose altre autorità istituzionali, ha aperto battenti il nuovo “Museo del Castello di Santa Severa” allestito nei locali della Rocca e della Torre Saracena, nell’ambito della straordinaria area archeologica e monumentale di Pyrgi e del Castello di Santa Severa, un luogo di grande importanza storica per il litorale nord di Roma, frequentato dalla preistoria fino ai giorni nostri in maniera ininterrotta.L’importante iniziativa culturale è stata resa possibile grazie al finanziamento della Regione Lazio e al contributo scientifico del Museo Civico di Santa Marinella, della Soprintendenza Archeologica e del Gruppo Archeologico del Territorio Cerite.

Il percorso museale, articolato su tre piani e 14 sale, consente di scoprire la storia e l’archeologia del complesso monumentale, dall’epoca tardo antica e alto medievale fino all’epoca moderna, attraverso circa mille anni di vita, comprendendo anche una sezione dedicata alle ricerche di archeologia subacquea che da oltre un decennio si svolgono sui fondali dell’antico porto di Pyrgi.

Pannelli didattici, video, proiezioni e reperti originali raccontano le vicende e la vita quotidiana del borgo nel medioevo, i passaggi di proprietà, dalle potenti abbazie alle famiglie romane, fino alla definitiva acquisizione da parte dell’Ordine Ospedaliero del Santo Spirito nel 1482.

Il visitatore viene accolto dalla prima sala dedicata alle ultime scoperte avvenute in seguito ai lavori di restauro degli anni scorsi, tra le quali si annovera lo straordinario ritrovamento della chiesa paleocristiana di Santa Severa. Le sale del piano terra, dalla 2 alla 4 documentano la storia del martirio di Santa Severa e i resti della relativa chiesa scoperti nel cortile della Piazza della Rocca, l’epoca del possedimento farfense e benedettino (XI-XII secolo) e il successivo passaggio della proprietà nelle mani delle famiglie romane dei Tignosi, Bonaventura-Venturini, degli Anguillara e dei Di Vico, tra il XIII e il XIV secolo. Nelle vetrine delle sale 3, e 4 numerosi reperti raccontano la vita di ogni giorno con oggetti pertinenti al vestiario, all’armamento, alle attività artigianali, alla cucina e alla mensa: tra questi un prezioso coperchio con castoni in pasta vitrea, il sigillo del signore del castello Pietro Romano Bonaventura De’ Cardinali, monete, punte di freccia, coltelli, attrezzi da ebanista, vasellame da cucina e da portata, ossa animali cacciati e allevati, pescati e raccolti in mare. Il cane del castello medievale, sepolto nel riempimento della chiesa.

Al primo piano, nelle sale 5-7, il percorso storico prosegue dall’epoca rinascimentale fino a quella moderna secoli in cui il castello, fortezza e borgo produttivo del Santo Spirito, fu meta di molte visite papali, dell’arrivo in occidente del primo ambasciatore giapponese, del passaggio di studiosi, ricercatori e artisti.Da papa Leone X e la sua corte, finoa papa Urbano VIII e Pio IX, l’ambasciatore del Giappone HasekuraTsunenaga, i topografi Filippo Cluverio e Luca Holstenio, i pittori Antoniazzo Romano, Claude Lorrain e Enrico Coleman, il revisore delle fortezze pontificie Giuseppe Miselli. Le sale ospitano ricostruzioni di armi antiche e armature, le pitture originali del XVIII secolo, riemerse in occasione dei restauri, le repliche di costumi medievali, rinascimentali e dell’epoca moderna.Molto interessanti anche le sale 8-10 che descrivono la popolazione medievale del castello, così come ricostruita dagli studi antropologici svolti sui resti rinvenuti nello scavo del cimitero circostante la chiesa paleocristiana. Le sale ospitano la riproposizione della sepoltura anomala dell’ “Uomo del sarcofago”, un sarcofago a lastre di tufo, le ricostruzioni facciali di due individui e un videoracconto della vita quotidiana che si svolgeva nel castello, destinato ai ragazzi,con protagonista un teschio parlante intervistato dal divulgatore scientifico Mario Tozzi.

Il secondo piano della Rocca è, infine, dedicato alle ricerche di archeologia subacquea che si svolgono da un decennio sui fondali dell’antico litorale pirgense. Il “Museo del Castello di Santa Severa” offre al visitatore un quadro completo delle vicende storiche del sito e dell’evoluzione del paesaggio costiero nel tempo; insieme al “Museo del Mare e della Navigazione Antica”, costituisce il “Polo Museale Civico del Castello di Santa Severa”.

 

Flavio Enei Direttore del Polo Museale del Castello di Santa Severa