IL MIC FESTAGGIA DANTE

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L’uomo che trasformò il volgare in Italiano. Quest’anno il Dantedì, la giornata di commemorazione istituita nel 2020, coincide con il settecentenario dalla morte del sommo poeta. Il 25 marzo Roberto Benigni leggerà la “Divina Commedia” al Quirinale in diretta RAI.

di Barbara Civinini

“Era aristocratico e superbo”, dice Claudio Marazzini, linguista e presidente dell’Accademia della Crusca a Il Reporter.it. L’unica scelta popolare che fece fu quella della lingua, spiega il professore. Certamente era un personaggio sulla bocca di molti anche al suo tempo, ma non era apprezzato e riconosciuto  da tutti come un maestro.

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Dante all’Inferno, pellicola del 1911 – Fonte: Edison Studio

Il primo a renderlo popolare fu Boccaccio con una sorta di lettura pubblica commissionatagli dalla città di Firenze per 100 fiorini. Era il 1373. Boccaccio lo descrive in modo diverso dall’immagine iconica con cui lo conosciamo oggi, e lo raffigura con la barba nera perché l’aveva bruciata all’Inferno. Da allora di strada nell’immaginario collettivo ne ha fatta molta passando dalla pellicola del 1911 “L’Inferno”, un piccolo capolavoro diretto da Francesco Bertolini, Giuseppe de Liguoro e Adolfo Padovan e prodotto dalla Milano Film, composto da 54 scene ispirate alla prima cantica della “Divina Commedia”, che ricordano da vicino le illustrazioni di Gustave Doré, oggi ancora disponibile grazie al restauro della Cineteca di Bologna, ai più popolari fumetti di Mikey Mouse.

Il Dantedì, istituito nel 2020 dalla Presidenza del Consiglio, quest’anno è particolarmente importante perché coincide con il settecentenario dalla morte del sommo poeta. Per questo sono previste numerose manifestazioni in tutta Italia. Durante l’anno dantesco, ogni giorno, sul sito della Crusca, sarà presentata una parola del poeta e alcune verranno commentate dagli accademici con brevi video sul sito Rai Cultura. L’Accademia sta lavorando anche ad un progetto di recupero dell’intero patrimonio lessicale del poeta ed è già disponibile per la consultazione in rete il suo vocabolario: www.vocabolariodantesco.it.“Il 25 marzo, giorno del Dantedì – ha anticipato il ministro della Cultura Dario Franceschini – ci sarà un evento simbolico: la lettura di un canto della ‘Divina Commedia’ di Roberto Benigni al Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica. La lettura sarà trasmessa in diretta Rai”.

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Roberto Benigni leggerà la “Divina Commedia” al Quirinale – Fonte: MIC

Le celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri – ha ricordato il ministro, durante la presentazione della commemorazione – chiudono un triennio d’iniziative rese possibili da una legge appositamente voluta per ricordare tre grandi personalità della cultura italiana: Leonardo, Raffaello e, per l’appunto, Dante. Tutti e tre hanno avuto e continuano ad avere un’enorme influenza sul pensiero contemporaneo, ma Dante, dice Franceschini, è senza dubbio il più universale e trasversale, capace com’è di colpire in molteplici forme l’immaginario creativo”.

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Una scena tratta dal film “L’Inferno” del 1911 – Fonte: Edison Studio

Ormai il vate ha superato il “varco” di Ulisse, e questo significa, come sostiene Carlo Ossola, presidente del Comitato di commemorazione, che la sua eredità, nel XX secolo, ha sollecitato l’immaginario di civiltà diverse, da Manoel de Oliveira a Akira Kurosawa, e non sarà da meno nel XXI, perché Dante è  “l’eterna geometria e l’eterna logica della creazione”, come scrive il De Sanctis.