IL  LOVE MY RADIO, UN PROGETTO A METÀ

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L’iniziativa nata per celebrare il sistema radiofonico italiano, nonostante sia un’iniziativa lodevole, ha vari difetti che dovranno essere evitati per future iniziative simili.

L’iniziativa nata per celebrare i 45 anni del sistema radiofonico italiano, seppur nato con buoni auspici, non è esente da difetti, tra errori in partenza e cover da dimenticare.

La canzone più amata

L’idea dietro alla creazione di I love my radio è quella di celebrare e in seguito eleggere la canzone più amata dagli italiani degli ultimi 45 anni,  dal 1975 al 2019, anno dopo anno è stata scelta una canzone,  al progetto partecipano tutte le radio italiane, ma già qui  si crea un problema, in alcuni anni  non è stata scelta la canzone più ascoltata in quel periodo, un esempio per il 2000 è stata scelta la canzone dal titolo “Due destini” dei Tiromancino, che seppur tra le più  ascoltate quell’anno , non figura tra le prime 100 di quell’annata,  visto che al  quinto posto figurarono Paola e Chiara e al diciottesimo Eros Ramazzotti, lo stesso problema si pone con altre canzoni scelte in altre annate. Un errore anche escludere alcuni cantanti, tra le canzoni selezionate non figurano quelle di artisti come Renato Zero  oppure Adriano Celentano, gente che ha fatto la storia della musica italiana, fino al 31 luglio è stato possibile  votare la canzone più amata e a breve a ottobre verrà fatto un evento importante per la radio italiana, sempre nell’ambito dell’iniziativa, undici artisti hanno scelto undici canzoni da reinterpretare e questo è una delle note più amare del progetto.

Cover da dimenticare

Partiamo da un presupposto, nella storia della musica sono ben poche le cover da ricordare, per quanto riguarda I love my radio poche sono da salvare, gli artisti ci mettono il loro impegno e la loro bravura, ma a volte si prendono troppa libertà creativa, un esempio la versione di “Caruso” di Jovanotti, dove il  ritmo lento della canzone di Lucio Dalla viene sostituito da suoni che rimandano a ritmi caraibici, molto bella invece la versione di Biagio Antonacci che canta”Centro di gravità permanente”, una delle poche a salvarsi.

Ascoltando la versione di “Una donna per amico” cantata da Eros Ramazzotti, torna alla  mente la  battaglia intrapresa dalla  moglie di Lucio Battisti, che non voleva assolutamente che il nome del marito e le sue canzoni venissero usate per scopi promozionali e iniziative legate a lui, tra la rabbia dei fan del cantante di Poggio Bustone, ripensandoci se le canzoni storiche di Battisti devono essere usate in questo modo, sarebbe stato meglio non concedere il permesso.

Un’idea da rivedere

L’iniziativa ha comunque il pregio di far scegliere agli italiani la canzone che hanno amato di più in 45 anni, iniziative simili ce ne saranno altre in futuro, da correggere in primis il fatto di escludere alcuni cantanti, sarebbe poi ancora più bello che venisse data al pubblico la libera scelta di scegliere una qualsiasi canzone, senza appellarsi per forza a scelte forzate, comunque vada sarà bello scoprire quale canzone sarà la più amata per il pubblico italiano.

di Christian Scala