A Valcanneto preoccupazione dopo l’esplosione provocata dai banditi. Uffici chiusi fino a data da destinarsi.
Il fragore dell’esplosione è già passato, ma il silenzio che ne è seguito è ancora più preoccupante: quello di un ufficio postale sventrato che, con ogni probabilità, resterà sbarrato per mesi e mesi, se non anche di più. Per i residenti di Valcanneto il colpo al bancomat di largo Boito non è stato solo un atto criminale, ma l’inizio di un vero e proprio isolamento logistico. L’assalto con il gas liquido ha ridotto i locali di Poste Italiane a un cumulo di macerie.

I banditi sono fuggiti a mani vuote perché i 30.000 euro del distributore sono stati resi inutilizzabili dal sistema di macchiatura a inchiostro ma a pagare il prezzo più alto è la comunità. Con danni strutturali che superano i 100.000 euro, la riapertura non è affatto dietro l’angolo. E gli anziani sono decisamente i più colpiti. Per una raccomandata o una pensione, l’utenza è ora costretta a una odissea spostandosi alla sede più vicina che è a Marina San Nicola: praticamente 20 chilometri tra andata e ritorno. L’alternativa Ladispoli o Cerveteri ma è un caos per chi non ha mezzi propri. Insomma, il timore degli abitanti è che i tempi tecnici di riparazione si trasformino in una chiusura a tempo indeterminato. «Quanto accaduto – si fa sentire il sindaco, Elena Gubetti – è un atto gravissimo che colpisce la nostra comunità. Ho voluto verificare personalmente la situazione e ho fatto immediatamente mio il disagio che questa chiusura comporterà per tutti. Ho inviato una nota ufficiale urgente alla direzione di Poste Italiane». Il primo cittadino ha avanzato richieste precise. «Una soluzione d’emergenza sarebbe quella di installare un ufficio mobile con container direttamente a Valcanneto, per evitare che i residenti, specialmente i più anziani, debbano arrivano fino al capoluogo o a Ladispoli.
Il personale è stato temporaneamente spostato a Cerveteri per non interrompere le pratiche, ma non basta. La frazione ha bisogno del suo punto di riferimento». Le indagini sono affidate ai carabinieri. È caccia ai soliti ignoti anche con l’ausilio degli impianti di videosorveglianza. Potrebbero aver rubato l’auto per mettere a segno il colpo ma non è da escludere che abbiano utilizzato targhe tarocche. «Era già accaduto alcuni anni fa – racconta Andrea Mundula, residente ed ex assessore cerveterano – certo non con queste modalità.
È stato un episodio molto più forte rispetto al passato ed è stato sufficiente vedere all’indomani tutte le macerie». «Un vigilantes – dice Antonella Temperini, presidente del comitato di zona – ha constatato che lo sportello per l’erogazione dei soldi era pesantemente danneggiato. Poi sono arrivati i carabinieri. Naturalmente con maggiori adesioni nel nostro piano di vigilanza, il servizio potrebbe anche essere potenziato per avere una maggiore copertura nella frazione».


































































