IL FORTE BIANCOSPINO PROTEGGE IL CUORE

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Il Biancospino (Crataegusoxyacantha) è un grande arbusto che può raggiungere i due – cinque metri, come un piccolo albero dotato di spine acuminate e bianchi fiori.

di Aldo Ercoli

E’ una pianta che può raggiungere i 500 anni di vita, da sempre simbolo di delicatezza e di fresca bellezza. Il nome Crataegus deriverebbe dal greco “Kratos”, ossia forza, e oxyacantha dal greco “oxus”, ossia aguzzo e “anthos” equivale a fiore. Un biancofiore della spine acuminate e forti. Il suo legno, di color rosso – giallastro opaco, con fini anellature, è assai duro, compatto resistente. Anche le foglie, di forma ovale – romboidale sono assai coriacee.

Di bello ha solo i fiori bianchi, non profumati, con 5 petali diversi di una lieve sfumatura rosa. E’ una pianta forte che si adatta sia a climi secchi che un po’ umidi, abbastanza comune nelle macchie, siepi, scarpate. Attecchisce ovunque nei luoghi molto caldi soleggiati dal mare alla fascia submontana. Il Biancospino sa difendersi.Resiste bene alla potatura e costituisce un eccellente barriera per siepi frangivento, delimita bene i campi risultando impenetrabile al bestiame.

I fiori e le sommità fiorite contengono acido cratergico e cratergolico, cratego – alfa – saponina, amigdalina fattori sedativi. Si deve agli americani Yennigs e clemens la scoperta dell’efficacia dei fiori nelle affezioni cardiache nervose. Yennigs nel 1846 dimostrò che essi erano in grado di moderare l’attività cardiaca, diminuendo la frequenza delle pulsazioni e ristabilendo un equilibrio emodinamico tra la pressione arteriosa e l’energia sistolica delle pulsazioni cardiache. Nel 1924 Santenoise e Vidacovitch attribuiscono al Biancospino un azione simpaticolitica.

Attualmente in fitoterapia la T.M. di Crataegus O. 30 gtt x 3 volte al giorno attenua gli stati neurodistonici ansiosi e facilita il riposo notturno <L’azione della droga non è però  immediata ma si instaura progressivamente in seguito ad un uso prolungato nel tempo> (Campanini E. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali. Tecniche Nuove Milano 1997).

La gemmoterapia, giovani getti, si è rivelata superiore ai fiori e alle foglie, nell’efficacia sedativa cardiaca e nei disturbi aritmici. All’azione inotropa positiva(contrattilità cardiaca) si deve aggiungere una cronotropa (rallentamento dei battiti), dromotropa (conducibilità) e batmotropa (eccitabilità) negativa. A ciò va aggiunta anche una lieve attività coronarodilatatrice.

E’ più alto il tasso delle amine biologiche presente nei germogli mentre minore è quello di ramnoside – 4 –vivexina (più elevato nei fiori e foglie) Forse questa è la spiegazione della migliore attività riguardo al ritmo cardiaco (tachicardia, extrasistoli etc). Occorre però fare una doverosa precisazione. Stiamo parlando  di “cuori sani” senza alcuna presenza di anomalie cardiache strutturali.

Mi riferisco a soggetti irascibili con somatizzazione ansiosaa livello cardiaco ma senza alcun sintomo (a parte sporadiche extrasistoli) di segni di sofferenza cardiaca. Pazienti con anche frequenti extrasistoli atriali e ben poche e non patologiche ventricolari (ripetute, polimorfe etc.).

E’ indispensabile un ECG Holter h 24. Il Biancospino, controlla la pressione arteriosa se poco elevata, riduce nei tachicardici i battiti cardiaci, agisce come un sedativo grazie al suo tropismo cardiaco. Può avere un’azione simil beta bloccante ma non è in grado di sostituirlo in terapia.

Posologia: CrataegusO. MG 1 DH 30-50 gtt, 1-3 volte al giorno per diverse settimane.

P.S. Nell’ipertensione lieve è utile associarlo all’Olea europea gemme 30 gtt/die. E’ bene poi non fumare, non eccedere negli alcolici, ridurre l’eccesso ponderale, se presente, cosi come l’iperglicemia e la dislipidemia etc.