Storia, cinema e cultura: quasi 7 milioni di euro per avviare i vari restyling.
Il Castello dei Monteroni e Torre Flavia. Due simboli di Ladispoli che torneranno a nuova vita. Sarà un 2026 determinante con i lavori di restauro che proseguono a passo spedito per il Castellaccio grazie agli oltre 3 milioni e mezzo di euro finanziati dal Pnrr. L’attesa c’è, perché l’antico maniero è uno dei simboli più preziosi della città.

«Devo dire – annuncia Filippo Moretti, consigliere comunale e delegato alle Aree protette – che il cantiere sta andando velocemente ora. L’esterno è quasi ultimato, il tetto è stato consolidato, così come i camminamenti e la rimozione dei vecchi intonaci. Completato anche il parcheggio e ristruttura l’ex stalla. Ho effettuato un sopralluogo nei giorni scorsi proprio per verificare da vicino l’evolversi della situazione. Tecnicamente resta ancora la parte interna, probabilmente quella più rognosa. Però ci siamo, l’opera dovrà essere consegnata nel 2026, quindi siamo fiduciosi che ci sia un’accelerata».
Appartenuta nel 1400 alla Basilica di San Pietro, fu varie volte ristrutturata e svolse per secoli la funzione di stazione di sosta, rappresentando un sicuro punto di riferimento per i pellegrini, i corrieri e i viaggiatori che si trovavano a passare per l’Aurelia e avevano bisogno di rifocillarsi, dormire o cambiare i cavalli. Nel Castellaccio soggiornarono San Paolo della Croce, il viaggiatore romantico George Dennis, l’architetto topografo Luigi Canina, Teresa Caetani, duchessa di Sermoneta, e il poeta Giuseppe Gioacchino Belli che al suo interno venne anche arrestato. Insomma personaggi illustri della Penisola. Ospitò gli sfollati durante la II° Guerra mondiale e ci furono pure delle nascite.
La struttura è però diventata celebre per essersi trasformata nel set cinematografico de “La grande guerra”, storico film di Mario Monicelli con protagonisti Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Una scelta che assicurò a molti residenti dell’epoca una paghetta semplicemente recitando come comparse. C’era povertà e grazie a quel film numerosi ladispolani riuscirono ad andare avanti per un po’ di tempo accumulando qualcosa da mangiare e comprando vestiti. Il Castellaccio, una volta aperto, aprirà ad esposizioni, congressi, matrimoni, mostre d’arte e altri tipi di eventi. Avrà una funzione polifunzionale.
La storia nella storia. Nel 2016 durante un normalissimo scavo vennero trovati dei resti della civiltà romana e in poche settimane la soprintendenza del Lazio e dell’Etruria Meridionale, in collaborazione con lo stesso Comune, portò alla luce un intero villaggio sotterraneo tra scheletri, strade, pozzi, monete e tanti altri reperti. Poi i cantieri si fermarono per mancanza di contributi e alla fine quella città rimase sotterranea custodendo tutti i suoi segreti.
Torre Flavia e il restyling che avverrà grazie a circa 3 milioni di euro del Governo. L’intervento punta al recupero strutturale dell’antica torre costiera –e alla sua trasformazione in un museo corredato da percorsi multimediali. La durata dell’intervento è stimata in 450 giorni.
La Torre, riportata sul gonfalone del Comune, è stata attaccata dalle mareggiate ed è crollata parzialmente tanto da essere messa a rischio la sua stabilità. Nel finanziamento complessivo della Presidenza del Consiglio dei Ministri (il decreto denominato “Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati”) ci sono anche circa 730mila euro che il municipio ha ottenuto accendendo un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti.
Rispetto ai costi iniziali, il comune ladispolano ha dovuto fare i conti con le revisioni dei prezzi. Da anni ormai è impedito l’accesso alle persone in un raggio di 10 metri. Niente più foto a ridosso del sito, neanche per immortalare un tramonto.
Il manufatto di epoca romana, utilizzato dai soldati come postazione strategica di difesa, fu danneggiato dai bombardamenti nella Seconda Guerra Mondiale a maggio del 1943. Il monumento, realizzato nel 1550 dallo Stato Pontificio, ha perso tantissimi mattoncini della propria cortina laterizia a causa dell’avanzata del mare.































































