IL CASO DEL COSTONE DI CERI: ULTIMATUM DEL COMUNE AI PRIVATI PER BLINDARE LA RUPE

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MA È SCONTRO POLITICO SUI DUE ANNI DI RITARDO – BUCCHI ATTACCA GUBETTI.

Dopo una lunghissima fase di stallo e una scia di disagi che si trascina ormai da mesi, si sblocca il fronte amministrativo a Cerveteri per la gestione della gravissima crisi idrogeologica che ha colpito la frazione di Ceri.
La sindaca Elena Gubetti, in clamoroso ritardo, ha rotto gli indugi firmando un’ordinanza che suona come un vero e proprio ultimatum per la proprietà privata del terreno sovrastante via di Ceri, l’area esatta da cui il 3 ottobre 2024 si è originata la frana che ha causato la chiusura della strada principale.
Il provvedimento del primo cittadino impone scadenze perentorie: il privato dovrà intervenire per la messa in sicurezza della sua proprietà, con particolare riferimento al costone tufaceo, al fine di scongiurare nuovi e potenziali crolli della rupe. L’intervento si preannuncia economicamente straordinario. Secondo le relazioni tecniche firmate dagli esperti e già agli atti, i costi per il consolidamento supererebbero di gran lunga il milione di euro, con proiezioni realistiche che stimano il raddoppio della cifra.
D’altronde, l’ispezione sul campo effettuata dal geologo incaricato dalla Soprintendenza, aveva già messo nero su bianco lo scenario peggiore: un fronte di ben 300 metri di roccia giudicato strutturalmente «instabile». Nel testo del provvedimento sindacale si legge chiaramente come tale instabilità rappresenti oggi «un pericolo grave, concreto e attuale per la pubblica incolumità», un quadro di rischio esasperato dalla prolungata chiusura della carreggiata, che rende l’intervento non più differibile.
Nello specifico, la sindaca Gubetti ha concesso un mese di tempo al proprietario per affidare a un geologo abilitato il compito di eseguire indagini approfondite, prove tecniche e rilievi geomorfologici. Una volta superato questo step, scatterà un secondo countdown: il privato avrà ulteriori 60 giorni per depositare presso gli uffici del Comune il progetto definitivo di consolidamento e messa in sicurezza, che dovrà obbligatoriamente essere corredato da un preciso cronoprogramma dei lavori.
La minoranza consiliare accusa la maggioranza di aver perso tempo prezioso e di essersi mossa con un ritardo ingiustificabile. Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luigino Bucchi, ha espresso parole durissime sulla vicenda: «Dopo quasi due anni dal movimento franoso che ha decretato l’interdizione della principale arteria stradale che conduce all’antico borgo medievale di Ceri, e a seguito di innumerevoli interventi in consiglio comunale da parte della minoranza per sollecitare una soluzione, finalmente il sindaco tira fuori dal cilindro un’ordinanza contro il privato.
Viene da chiedersi quali siano le reali motivazioni che hanno spinto la Gubetti ad attivarsi soltanto adesso, lasciando per così tanto tempo i cittadini e il territorio ostaggi di un blocco stradale permanente».