I SEGRETI E LE CERTEZZE DI THUYA OCCIDENTALIS

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Thuy aoccidentalis è una conifera, appartenente alla famiglia delle Cupressacee originaria degli Stati Uniti nord-orientali e dal Canada sud-orientale. Introdotta in Europa agli inizi del XVI secolo si diffuse ben presto nei giardini come pianta ornamentale.

<E’ un albero che ha una forma a rombo: i rami più lunghi si trovano sempre a livello del terreno. Cosi le radici che poi si riducono in profondità. Appartiene alla famiglia dei cipressi ed emette delle “pallottoline” con cui giocano i bambini>. (Ercoli A. Tipologie Omeopatiche  Attuali. Tecniche Nuove Milano 1998: 4 ristampe).

Questi caratteri botanici sono dei veri e propri “segnali della natura”(Paracelso) poi genialmente interpretati da S.Hahnemann, il padre dell’omeopatia (1819). Non è certo un caso che le diluizioni centesimali omeopatiche derivano, in gran parte, da sostanze velenose (sia animali che vegetali: cito solo Lachesis, il veleno del serpente,e I’Arsenicum).

La Thuya non fa eccezione: è tossica. <ll Tuione, principale costituente dell’essenza, è assai nocivo se assunto per via orale. L’assorbimento può condurre ad una degenerazione del parenchima epatico e provocare anche intossicazioni mortali>(Campanini E. Dizionario di fitoterapia e piante medicinali 1997).

In fitoterapia l’uso intero è stato pertanto abbandonato perché assai pericoloso. L’uso esterno (topico) è utile nel trattamento di verruche e condilomi (le”allottoline” della pianta). E’ consigliata l’applicazione della T.M.(Tintura Madre), mattina e sera, sulle verruche piccole che tendono, dopo pochi giorni di trattamento, a scomparire. <Esternamente l’attività astringente e antivirale e sfruttata anche come pomata al 10% con ottimi risultati clinici>.(Van Hellemont. Compendium de Phytoterapie Bruxelles 1986).

Thuya oltre all’alfa-Tuione (cetoneterpenico) contiene flavonoidi e tannini, sostanze con specifica attività antiviralenei confronti dell’Herpes simplex, come già dimostrato in vitro (Beuschern,Kopanski L. Planta Medica 1986). I tannini, gran parte di essi, vantano la proprietà di formare complessi con le macromolecole, in special modo con le proteine(comprese quelle virali). Queste ultime a contatto con il tannino perdono il loro carattere infettivo e non riescono più a replicarsi nelle cellule. L’applicazione sulla cute di sole sostanze tanniche, opportunamente diluite, comporta un’azione astringente, con conseguente diminuzione della permeabilità cellulare. vasocostrizione ed anche in modesto effetto antidolorifico locale. E’ per questo motivo che le cellule cutanee non vengono danneggiate.

Thuya rientra pertanto nella composizione di preparati topici utilizzati nel trattamento dell’Herpes labiale
Anche le mucose non vengono danneggiate anzi vengono protette da agenti batterici e virali nocivi. Ricapitolando, grazie a questo fitocomplesso impiegato peruso topico (esterno) vi è una quadruplice azione:
1) antisettica; 2)antivirale; 3)vasocostrittrice; 4)analgesica locale.

Forme farmaceutiche e posologia.

 

 

Thuyaoccidentalis T.M. uso esterno, un applicazione mattina e sera, per 7-10 giorni. Come accennato in precedenza si deve a S. Hahneman l’impiego delle diluizioni centesimali in omeopatia. Seguendo i” segnali della natura”(conformazione a rombo dell’albero; presenza di elementi sferici presenti sullo tesso)trovò sperimentalmente il suo “simillimun” nel soggetto sicotico. La diatesi sicoticapresenta sintomi psichici quali paura senza motivo, fissazioni, rimugino mentale, gesti ripetitivi anche scaramantici, stagnazione delle idee, tendenza ad appartarsi, a rinunciare, a delegare. Presenti anche, come in ogni diatesi, i sintomi obiettivi generali quali freddolosità(specie freddo umido),tendenza a trattenere liquidi e ad ingrassare al bacino ed ai fianchi(forma a rombo), presenza di cisti, condilomi, verruche (le”pallottoline”).Attualmente Thuyaoccidentalis e uno dei rimedi più utilizzati in omeopatia quale “principe della sicosi“. Può sembrare una favola, una leggenda che ricorda e ci riporta alle famose metamorfosi di Ovidio. Eppure l’esperienza clinica di illustri omeopati vanta straordinari guarigioni soprattutto se vengono utilizzate le dosi uniche centesimali(nei casi cronici), ad alta diluizione(terapia unicista). Un’ultima nota che è più una domanda. Non vi sembra straordinario che sostanze tossiche o velenose (ciò non vale solo per la Thuya a seconda della dose (ponderale media ,minima, infinitesimale)gli effetti clinici siano diversi per meglio dire opposti?<<Solo la dose fa il veleno>>(Paracelso)<<coincidenza oppositorum>> (N.Cusano).

Aldo Ercoli