Bryonia alba (appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee) è un genere di pianta erbacea perenne, strisciante tranquilla nascosta dal fogliame delle siepi e si arrampica, con dei viticci, alla vegetazione circostante. Ha bisogno di appigli stabili per sopravvivere e di una base solida su cui poggiare. Sta ben fissa sul terreno come se fosse inchiodata grazie ad un tubero, non una vera e propria radice. E’ questo un fusto sotterraneo bello grosso che non ha radici primarie ma provvisto di gemme (“occhi” che guardano il terreno), che danno lunghi rami sotterranei provvisti, loro si, di radici ed esili rami aerei. La crescita di Bryonia è lenta e circospetta, insidiosa. Il rizoma tuberoso ben fisso al terreno (le cose pratiche), l’arrampicarsi dei viticci su vegetali stabili (altro elemento di concretezza) , il crescere lentamente e insidioso senza fare rumore sono tutti segnali della natura (“la legge delle signature” di Paracelso) che vanno interpretati e compresi.
In Natura esistono non più di una dozzina di specie di Bryonia. Oltre alla “Alba”, cito lo “dioica” (pianta unisessuale che porta soltanto fiori maschili o femminili) che cresce anche lei bene nascosta nelle siepi e tra i cespugli. Ha frutti (bacche) rossi e contiene nei grossi tuberi, la brionina, una sostanza amara con energica azione purgativa. La famiglia delle Cucurbitacee, circa 200 specie, è diffusa per lo più nelle regioni calde. Hanno foglie che si alternano e viticci “fogliari” semplici o ramificati. Caratteristico è il frutto, una bacca con pericarpo (involucro che protegge il seme) duro mentre la polpa è dolce e spesso commestibile. Basti pensare alla Cucurbita pepa, la zucca comune, o alla Cucurbita citrullus, il cocomero, l’anguria.
La Bryonia alba ha caratteristiche diverse. Sta per i fatti suoi e non ci regala niente di cosi buono e commestibile.
Quale tipologia individuale incarna? Quali indicazioni relative a patologie umane ci fornisce?
Non sono concetti esoterici o alchemici, bensì valutazioni concrete (filosofia – botanica) che solo le diluizioni e dinamizzazioni hanhanemioneomeopatiche portano alla luce. Bryonia è utile sia nelle affezioni acute (flogosi dei tessuti sierosi e sinoviali sia essa sierosa o fibrinosa; dei tessuti epidermoidi e mucosi con grande secchezza delle prime vie aeree e digestive gastroenteriche) che croniche (nelle quali è il “mentale”, il meccanismo PNEI – psico neuro endocrino immunologico-) è basilare. In entrambi i casi vi sono “note chiave” in comune. Il malato sta bene nell’immobilità. Ama la calma, beve molta acqua. Nelle malattie acute i dolori pungenti, lancinanti migliorano con il riposo, con la pressione della parte dolente e peggiorano sempre con il movimento. Nelle sinoviti e nella cavità sierose Bryonia produce essudazioni importanti che tendono a limitare le funzioni dinamiche. Il movimento dei muscoli , causa la flogosi dei tessuti fibrosi, legamentosi, tendinei, comporta dolori, spasmi che costringono all’immobilità. Ruggero Dujany (Materia Medica Omeopatica. Cartina Editore 1988) ci ha offerto un bel ritratto del suo “mentale”.
<Soggetto completamente stabile, tipo casalingo (anche impiegatizio n.d.r.) parla poco, di immaginazione limitata (è concreto, non poetico, né filosofico n.d.r.), irascibile se lo si disturba, esige calma intorno a se>.
Nelle forme acute porto come esempio, tra tanti altri, le diverse decine di distorsioni della caviglia da me trattate, dopo Arnica, con diluizione basse (alla 5-7 ch) di Bryonia, associandole, a seconda della sintomatologia con Apis e poi con Ruta (sempre entrambi in bassa diluizione) e, infine, con RhusToxicodendro(l’opposto di Bryonia perché migliora con il movimento, non al primo).
Non una – due settimane di riposo, ghiaccio, fans e/o cortisonici. Bastavano 3-4 giorni per guarire completamente. Certo l’omeopatia è più complessa, è “su misura”, non standizzata come l’allopatia. Nella tipologia “simillimum” del rimedio ho sempre utilizzato dosi uniche, intervallate nel tempo, ad alta diluizione (30 ch – 200 ch) oppure le diluizioni millesimali (06 – 030 LM).
Come guida mi sono state le “note chiave” che poi sono quelle segnalateci dalla pianta, dai segnali della natura. Un ultimo consiglio voglio offrirlo ai pediatri (l’omeopatia, in buone mani, è più facile da prescrivere). I bambini che non vogliano essere portati in braccio, né tantomeno sollevati trovano beneficio da Bryonia alba.
Aldo Ercoli

Aldo Ercoli

































































