Sabato 22 agosto i Patagarri e Max Gazzé hanno dato vita a un grande concerto a Cerveteri: energia, talento ed estro hanno acceso l’Etruria Eco Festival.
Di Francesco Sarcinella
Tutti conoscono Max Gazzé, molti conoscono i Patagarri ma nessuno conosceva la sintonia tra i due: l’hanno immaginata gli organizzatori del festival, e ne è venuta fuori una serata magica. Artisti di generazioni diverse, uniti da quel genio e sregolatezza che distingue i musicisti di qualità.
A prendersi la scena sono i Patagarri: band milanese nata tra i banchi del Conservatorio Verdi che, dopo essersi fatta conoscere a X Factor, gira l’Italia e l’Europa con energia da vendere. Sul palco i ragazzi si divertono e fanno divertire, sperimentano, scherzano e con il loro gipsy jazz puntano a far ballare e riflettere. Un mix che richiama un pubblico numeroso e variegato: giovani, famiglie, anziani, turisti, tutti trasportati nel “meraviglioso mondo dei Patagarri”, fatto di canzoni su sogni, mutui e Caravan.
Nei loro brani l’impegno sociale si traduce nel tentativo di dare voce a chi un microfono non l’ha mai avuto. In Scimmia ad esempio incontriamo un ragazzo che spaccia, non per scelta ma per mancanza di alternative, Mutui invece racconta la fatica di costruirsi una vita quando tutto è provvisorio. Accanto al messaggio sociale c’è quello politico: un’interpretazione di Bella ciao e inediti come La bomba intelligente, che dal palco viene introdotta con la frase “Io vorrei che tutti quei mercanti d’armi provassero davvero il frutto del loro lavoro”. In altre tappe del tour la band ha cantato con il pubblico anche cori per la Palestina libera.
Sono messaggi forti, ma serviti da un jazz così gioioso e coinvolgente che ci si sente trascinati dalla voglia di ballare, si fa pogo e si arriva perfino a sorreggere sulla folla uno dei musicisti trasportato dalle mani del pubblico, com è successo in questa occasione .
La magia sembra finire quando la band si alza e si rifugia dietro le quinte. Il pubblico non ci sta e batte le mani per riportarla sul palco: i Patagarri tornano, e portano con sé, come un dono, Max Gazzé.
Il cantante romano entra in scena e canta con loro tre dei suoi pezzi più noti: La vita com’è, Sotto casa e Una musica può fare. Forse troppo poche, ma bastano a conquistare il pubblico cerite — merito anche della sintonia immediata con la giovane band milanese.
La serata si chiude con un omaggio a Francesco Guccini, a cui è dedicata l’edizione di quest’anno del festival: artisti e pubblico insieme su L’avvelenata.
A luci accese, mentre la folla defluisce compatta verso l’uscita, si respira una sensazione comune: quella di aver visto qualcosa che non si dimentica in fretta e la fortuna di averlo avuto gratis.



































































