“I lavoratori della Camassa di Cerveteri meritano rispetto”

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di Felicia Caggianelli

Nuovo incontro oggi tra il sindaco Pascucci e i rappresentanti sindacali dei lavoratori della società che gestisce il servizio di igiene urbana sul territorio nel palazzetto comunale di Piazza Risorgimento. Al portavoce dei lavoratori, Diego Nunzi, segretario territoriale CGL funzione pubblica, (nella foto) abbiamo chiesto; com’è andato questo nuovo incontro con il primo cittadino?

“L’incontro con il sindaco Pascucci è andato abbastanza bene. Portiamo avanti con l’amministrazione comunale le cose che avevamo deciso nello scorso incontro quando parlavamo della necessità di avviare un percorso che avrebbe portato e dovuto portare alla stabilizzazione di tutto  il personale che lavora in una condizione di precariato da troppo tempo nelle società che gestiscono il servizio di igiene ambientale a Cerveteri. Su questa ipotesi  abbiamo condiviso un percorso inizialmente nella prima riunione. Successivamente siamo giunti ad un accordo con l’azienda che non abbiamo ancora sottoscritto in quanto sono risultati fuori, alla fine, alcuni lavoratori rispetto a quello che era il bacino iniziale su cui ci eravamo confrontati e concordati”.  Di quanti lavoratori stiamo parlando?

“Stiamo parlando di circa sei lavoratori mentre il bacino del precariato riguarda un numero maggiore ovvero interessa le 25-30 persone che ruotano nei periodi stagionali. Al momento alcune di queste persone sono rimaste fuori e la cosa suscita le ire del sindacato e dei lavoratori soprattutto che si aspettavano che qualcuno gli andasse a dare una mano visti i carichi di lavori cui sono sottoposti quotidianamente. Capisce bene come cinque, sei persone in meno nel periodo estivo con tutto quello che accade quotidianamente su questo pezzo di territorio influenzano negativamente”.  Parliamo di sei lavoratori che alle spalle hanno altrettante famiglie? “Sicuramente c’è anche un aspetto sociale da non sottovalutare. Ovviamente questa questione in questa partita la definiamo forza lavoro perché è più consona al lavoro che stiamo facendo; poi se ci fossero le condizioni per creare ulteriori posti di lavoro magari, la nostra è un’attività costante che cerchiamo di portare avanti anche se non è così semplice”. Parliamo del quotidiano. Come vi state ponendo nei confronti della delicata questione delle discariche a cielo aperto? “Nel quotidiano noi come organizzazione sindacale, se ci viene chiesta collaborazione per fare in modo che ci sia anche un’attività di controllo rispetto alla creazione spontanea di discariche abusive  siamo  disponibili a farlo. Non è la nostra mission non è il nostro lavoro se non come cittadini responsabili ma se ci viene chiesto anche noi daremo il nostro contributo. Quello che abbiamo stabilito di fare, e l’amministrazione ci ha dato piena disponibilità su questa cosa, è quella di costituire una commissione che probabilmente verrà formalizzata entro la prossima settimana che sarà composta dalle organizzazioni sindacali e da una persona di loro fiducia e faremo un giro per il paese insieme alle squadre che vanno a fare la raccolta per verificare pedissequamente i carichi di lavoro a cui sono sottoposti i lavoratori che a nostro avviso sono estremamente gravosi. Parliamo di lavoratori che per zone come Valcanneto e Cerenova camminano quindici chilometri sotto il sole per fare il porta a porta e sollevando un numero di mastelli che è veramente spropositato rispetto a quello che dovrebbero realmente fare”.

Sulla vicenda abbiamo ascoltato il parere del primo cittadino di Cerveteri.

“Siamo contenti che a distanza di un anno -ha dichiarato il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci-  dall’inizio della nostra battaglia per tutelare le condizioni di lavoro dei nostri dipendenti si crei un fronte sindacale unito in quanto solo facendo fronte comune i lavoratori potranno tutelare i propri diritti visto che sono loro ad avere un rapporto diretto con  la Sv e la Camassa ovvero le società che gestiscono il servizio di igiene urbana a Cerveteri. Fare da intermediario non spetta al Comune. Oggi ci sono intermediari funzionanti come  i sindacati sui quali contare. In questi anni abbiamo cercato di difenderli per far sì che i loro diritti venissero rispettati al meglio. Al momento noi ci siamo messi a loro disposizione ribadendo che noi dobbiamo lavorare nella nostra sede e loro nella propria. Noi pretendiamo da sempre il rispetto di alcuni diritti che devono essere salvaguardati per tutti, ci è sembrato che fossimo un po’ da soli a fare questa battaglia per cui se si crea un fronte comune sono contentissimo”.